L’Osservatorio Nazionale Amianto dice ‘no’ al Terzo Valico
Home
Giampiero Carbone - g.carbone@ilnovese.info  
27 Gennaio 2013
ore
00:00 Logo Newsguard

L’Osservatorio Nazionale Amianto dice ‘no’ al Terzo Valico

L'Osservatorio Nazionale Amianto dice 'no' al Terzo Valico per il rischio della presenza di amianto. Si è parlato del problema l'altra sera a Voltaggio, durante un'assemblea pubblica alla quale hanno partecipato anche il Comitato No Terzo Vlaico e l'associazione Afa.

L'Osservatorio Nazionale Amianto dice 'no' al Terzo Valico per il rischio della presenza di amianto. Si è parlato del problema l'altra sera a Voltaggio, durante un'assemblea pubblica alla quale hanno partecipato anche il Comitato No Terzo Vlaico e l'associazione Afa.

VOLTAGGIO – “No al Terzo Valico per il pericolo amianto”: lo sostiene l’Osservatorio Nazionale Amianto, che raggruppa esposti all’amianto, familiari delle vittime, medici, avvocati e cittadini, contro il Terzo Valico. Il presidente, Ezio Bonanni, ha redatto un lungo documento sollecitato dal Comitato No Terzo Valico e dall’associazione Afa: “E’ necessario opporsi al progetto, meglio migliorare le linee esistenti poiché l’amianto c’è nel territorio interessato dal Tav tra Piemonte e Liguria”.

Il documento è stato distribuito l’altra sera nella partecipata assemblea (circa 100 persone) organizzata nella scuola di Voltaggio dal Forum della Vallemme, dall’Afa e da Legambiente per discutere di amianto e Tav. Nonostante l’invito, assenti i sindaci di Gavi e Carrosio (tranne Fraconalto e i rappresentanti di Arquata e Voltaggio), gli assessori provinciali Moro, Rava e Massa, il Consigliere provinciale Angelini, nonché agli assessori regionali Cavallera e Bonino. Il Consigliere regionale Bono era rappresentato da Fabrizio Gallo.

“Nella ex cava Cementir di Voltaggio – hanno detto Giovanni Carrosio (Forum) e Marco Rabbia (Afa) – depositeranno da 600 mila a 1,3 milioni di mc di smarino a rischio amianto. La Provincia nel 2005 aveva chiesto a Cociv di rifare le analisi poiché quelle effettuate non possono stabilire se c’è amianto. Sul vicino monte Porale ci sono 2,5 etti di amianto ogni chilo di roccia, secondo l’Arpa. Per Cociv, però, l’amianto non c’è”.

Il geologo Gianni Semino ha ribadito che “tra Genova e Voltaggio è nota la presenta di amianto. Cociv può fare i campionamenti prima e dopo ma le difficoltà è comprendere dove farli”. Una tesi, quest’ultima, condivisa anche da Giancarlo Faragli, medico, direttore prevenzione oncologica dell’Asl: “Non c’è scampo al mesotelioma della pleura e per chi lavorerà nei cantieri non ci sono precauzioni sufficienti. Anche la popolazione rischia parecchio con il trasporto”.

“I sindaci – ha detto Gianni Repetto (Afa) – prendano posizione contraria al Tav vista la mancanza di risposte da parte delle istituzioni, come capita al Comune di Voltaggio, sull’amianto. Non siano complici”. Stefania Pezzan, Consigliere ad Arquata, ha ricordato che nella convenzione proposta da Cociv ai Comuni, “c’è scritto che prima di effettuare controlli nei cantieri i Comuni devono avvisare due giorni prima. Nessuno firmi un atto del genere”. Tanti i riferimenti al dramma di Casale Monferrato e una domanda importante dal pubblico: “Cosa fanno i nostri sindaci di fronte al rischio di malattie come il mesotelioma?”.

(nella foto Giancarlo Faragli a destra e Gianni Semino a sinistra)

Articoli correlati
Leggi l'ultima edizione