Abuso edilizio, a processo il presidente di Confartigianato
Home
Giampiero Carbone - g.carbone@ilnovese.info  
30 Gennaio 2013
ore
00:00 Logo Newsguard

Abuso edilizio, a processo il presidente di Confartigianato

Deve rispondere del reato di abuso edilizio, Antonio Grasso, presidente novese della Confartigianato. Insieme al nipote e ad Adriana Repetti avrebbe creato - secondo l'accusa - senza autorizzazione un cantiere eseguendo opere di trasformazione urbanistica

Deve rispondere del reato di abuso edilizio, Antonio Grasso, presidente novese della Confartigianato. Insieme al nipote e ad Adriana Repetti avrebbe creato - secondo l'accusa - senza autorizzazione un cantiere eseguendo opere di trasformazione urbanistica

NOVI LIGURE – Abuso edilizio è il reato di cui deve rispondere il presidente della Confartigianato di Novi Ligure, l’imprenditore Antonio Grasso, residente a Vignole Borbera, insieme al nipote Mario Grasso e ad Adriana Repetti.

I tre, in concorso, quali comproprietari di un’area agricola in località Morasca, a Vignole, avrebbero creato, senza autorizzazione un cantiere eseguendo opere di trasformazione urbanistica per adattare la superficie a un impiego diverso da quello previsto dal piano regolatore e creando depositi di materiali anch’essi non autorizzati, come sostiene l’accusa.


Nell’udienza di ieri, ascoltato, tra gli altri, il capo dell’ufficio tecnico del Comune di Vignole Sara Ottonello: “Nel sopralluogo effettuato nel settembre del 2010 scoperti cumuli di ghiaia e massi, pezzi ferro, tubazioni, un vaglio e un container. Mentre nella parte di proprietà del demanio, vicino al Borbera, l’autorizzazione al deposito della ghiaia esisteva, per l’area privata proprietà di Grasso non era possibile un deposito continuativo di materiale prelevato dal torrente né di altro visto che i permessi, anche paesaggistici, erano scaduti da tempo. In quella situazione – ha proseguito il tecnico – sarebbe stata necessaria una variante al prg per rendere l’area produttiva e non più agricola”.

Ottonello e altri testi hanno confermato che, come emerso da un altro sopralluogo effettuato l’anno dopo, parte dei materiali era stata rimossa. Grasso è difeso dall’avvocato Conti di Casale. Prossima udienza il 29 ottobre ad Alessandria per ascoltare altri testi.

Articoli correlati
Leggi l'ultima edizione