Kme, sciopero di quattro ore subito dopo l’incontro di lunedì
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Redazione - redazione@alessandrianews.it  
1 Febbraio 2013
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Kme, sciopero di quattro ore subito dopo l’incontro di lunedì

Quattro ore di sciopero a fine di ogni turno per martedì 5 febbraio. E' la prima risposta dei sindacati al raffreddamento dei rapporti con Kme. Intanto, lunedì 4, nella sede di Confindustria di Firenze, dove ha sede il gruppo, ci sarà un ulteriore tentativo di accordo sui 275 esuberi annunciati

Quattro ore di sciopero a fine di ogni turno per martedì 5 febbraio. E' la prima risposta dei sindacati al raffreddamento dei rapporti con Kme. Intanto, lunedì 4, nella sede di Confindustria di Firenze, dove ha sede il gruppo, ci sarà un ulteriore tentativo di accordo sui 275 esuberi annunciati

SERRAVALLE SCRIVIA – Quattro ore di sciopero a fine di ogni turno per martedì 5 febbraio. E’ la prima risposta dei sindacati al raffreddamento dei rapporti con Kme. Intanto, lunedì 4, nella sede di Confindustria di Firenze, dove ha sede il gruppo, ci sarà un ulteriore tentativo di accordo sui 275 esuberi annunciati, 95 nello stabilimento di Serravalle Scrivia. L’altra sera la Fiom Cgil ha illustrato la situazione all’ex ministro al lavoro Cesare Damiano, parlamentare del Pd.

“L’azienda ha comunicato di non voler concordare l’anno di un nuovo contratto di solidarietà – ha detto il rappresentante sindacale di Fiom Angelo Paternò – Abbiamo una preoccupazione molto grave: crediamo che vogliano aprire 6 mesi di contratto di solidarietà solo per il settore Brass, mentre alla Kme spa (settore rame) sostengono di volerne riparlare dal 20 aprile, ovvero il giorno dopo la scadenza degli attuali contratti di solidarietà, applicati su entrambi i settori produttivi. Questo significa che si intende arrivare all’applicazione della cassa integrazione a zero ore. In altre parole: a un pre licenziamento, senza condizioni. Ovviamente per noi questo è inaccettabile e per questo abbiamo già proclamato le prime 4 ore di sciopero del mese che saranno attuate il 5 febbraio su ogni turno. L’ammortizzatore sociale non è appannaggio dell’azienda, non è sua facoltà decidere, ma serve ad aiutare imprese e lavoratori”.

Altra notizia, per i sindacati del tutto inaspettata, riguarderebbe l’eliminazione degli incentivi previsti (circa 15 mila euro) per coloro che intendessero entrare in mobilità. “Anche in questo caso ci chiediamo il perché non sia stata avanzata questa ipotesi la scorsa settimana durante l’incontro a Firenze – prosegue Paternò -. In pratica l’azienda vorrebbe licenziare a propria discrezione e per questo afferma di aver oltrepassato il tetto massimo di coloro che potrebbero decidere per la mobilità volontaria. Eventuali nuovi volontari che volessero uscire dall’azienda non avranno margine di trattativa. Non si può, pertanto, accettare la validità degli accordi sinora raggiunti e ci chiediamo, come Rsu, come potremmo ancora considerare serena, la futura trattativa alla luce di quello che viene proposto senza aver consultato le rappresentanze sindacali”.
Per il momento l’azienda preferisce non rilasciare dichiarazioni, rinviando eventuali considerazioni dopo lunedì 4.

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