‘Caro Gianni…’: il ricordo del sindaco Robbiano
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Redazione - novionline@novionline.net  
5 Febbraio 2013
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‘Caro Gianni…’: il ricordo del sindaco Robbiano

Il sindaco di Novi, Lorenzo Robbiano, ricorda Gianni Bellasera. Di seguito l'orazione pronuciata ieri durante i funerali.

Il sindaco di Novi, Lorenzo Robbiano, ricorda Gianni Bellasera. Di seguito l'orazione pronuciata ieri durante i funerali.

NOVI LIGURE – Pubblichiamo di seguito l’orazione funebre che il sindaco di Novi, Lorenzo Robbiano, ha pronunciato ieri, durante i funerali di Gianni Bellasera, scomparso all’età di 74 anni.

“Caro Gianni, da quando sono stato eletto Sindaco di questa città ho dovuto, purtroppo, parlare molte volte in  occasioni come questa. Questa volta, però, è diversa dalle altre, per il legame che c’era tra noi, che andava al di là della politica, delle questioni amministrative; semplicemente prendevamo un caffè, al solo scopo di stare un po’ insieme, per chiacchierare.

La tua passione per la politica era conosciuta a me, come a tanti, ma in questi giorni sfogliando l’albo degli amministratori del nostro Comune, ho scoperto come la politica, la passione per l’attività amministrativa, ti era entrata nel sangue quando eri poco più di un ragazzo.  Nel 1961 eri già Consigliere Comunale di questa città che amavi profondamente. Subentrasti ad Eugenio Calcagno, il primo Sindaco di Novi eletto direttamente dal popolo, dopo la liberazione di Novi dal nazi-fascismo.  Una bella responsabilità, sicuramente assunta con fierezza e serietà, ma anche con la riservatezza che ti contraddistingueva, quando non avevi nemmeno compiuto ventitré anni.

Fino al 1970 sedesti tra i banchi del Consiglio Comunale di Novi da semplice consigliere e solo nel 1972, dopo una “gavetta” decennale, gavetta necessaria a chiunque abbia voglia di fare l’Assessore, entrasti a far parte della prima Giunta di sinistra di Arquata Scrivia, formata da molti giovani con poca esperienza. Motivi di lavoro ti avevano portato alla Stazione ferroviaria di Arquata e il grande spirito di servizio, che ti ha sempre contraddistinto, ti fece assumere quell’incarico anche se non era nella tua amata Novi. Un paio di giorni fa mi è stato raccontato che tu fosti in quella Giunta una guida, forte dell’esperienza che avevi fatto nel Consiglio Comunale della nostra città.

Nel 1980 tornasti in Consiglio Comunale a Novi, ma prima, dal 1975 al 1980 assumesti  l’incarico di Assessore all’Urbanistica, nella penultima Giunta presieduta dall’indimenticato Sindaco Armando Pagella.

Erano anni importanti per Novi.


Furono gli anni in cui l’Amministrazione comunale, attraverso il tuo ruolo di Assessore, diede un nuovo impulso alla questione edilizia. Ma furono anni in cui vennero investiti  un miliardo e duecento milioni di lire per opere sociali, in scuole, strade e per la copertura definitiva del Rio Gazzo.

Ed è in quegli anni che, su iniziativa del nostro Comune, comincia a prendere forma, tra i primi in Italia, il Consorzio di Bonifica dello Scrivia per “liberare” il nostro torrente dall’inquinamento industriale e fognario.
Ma soprattutto, come dicevamo, fu dato un grosso impulso, attraverso gli atti amministrativi, all’edilizia residenziale pubblica e privata. In particolare in G1 e G 2 l’Istituto Case Popolari e le Cooperative furono impegnate a costruire circa 150 alloggi per garantire, a prezzi contenuti, una casa ai lavoratori.

Fu proprio durante il tuo mandato da Assessore che fu avviata la discussione che portò alla votazione di un documento condiviso da tutte le forze politiche, che partendo dallo stato di degrado del centro storico, propose la realizzazione di un “significativo e specifico piano di recupero del nostro centro storico” e che, possiamo dire, fu la pietra miliare che accompagnò l’azione amministrativa per tanti anni, fino ai giorni nostri. In un’epoca in cui in città, più di centro storico si parlava di vecchio centro.

Fu sempre in quegli anni che, superando non poche difficoltà, l’amministrazione coinvolse gli artigiani nella realizzazione della zona CIPIAN, con l’insediamento di ben 37 aziende artigiane, in una situazione in cui, già se ne sentivano le prime avvisaglie, sarebbe arrivata di lì a poco una crisi economica che falcidiò non poche aziende in città e nel territorio.


Credo di poter dire che una delle tue grandi delusioni sia stata quella di vedere, nel 1985, nascere una Giunta di pentapartito nella nostra città, interrompendo il ciclo virtuoso delle Giunte di sinistra a Novi. Fu la  prima volta che entravo in Consiglio Comunale, nel gruppo consigliare del PCI… ero, all’epoca, uno dei “giovani” e avevo molto da imparare da quelli come te, anche perché tu avevi voglia di insegnare.

Poi dal 1990 al 1995 fosti eletto in Consiglio Provinciale, ma erano già gli anni, in cui il tuo Pci non c’era più. C’era il PDS e forse ci stavi un po’ stretto, ma come era nel tuo modo di essere non l’hai manifestato pubblicamente, hai portato a termine il tuo mandato e poi non ti sei più impegnato in prima persona, anche se la politica che ti era entrata nel sangue, poco più che ventenne, non l’hai mai  abbandonata, ne parlavi, ti appassionava ancora.

E quelli come me che, a volte, si trovavano in prima linea, sapevano che tu, in maniera defilata come sempre, c’eri, eccome se c’eri.  Non dimenticherò mai quanto mi hai scritto dopo la mia prima elezione a Sindaco. Sei stato dirigente di Partito, Segretario anche della Camera del Lavoro di Novi, altri meglio di me potranno parlare di questo tuo impegno che ho conosciuto marginalmente.

Credo di poter parlare invece della tua attività di giornalista, sei stato fondatore de “il novese”, insieme a pochi altri pionieri, proprio cinquant’anni fa, avevi 26 anni. Un giornale che è cresciuto nel tempo e che ha formato tanti dirigenti del PCI e anche tanti giornalisti. Erano i tempi in cui non si facevano i giornali “urlati”, che non si facevano i titoloni  pur di vendere una copia in più. Erano i tempi in cui prima di scrivere una notizia si verificavano tutte le fonti; tempi in cui se il giornale prendeva una querela era un dramma, non come oggi che prendere una querela (e poi anche essere condannati) è motivo di vanto.

Quanto inchiostro hai consumato.  Quante righe hai scritto, anche per la tua grande intuizione di fare un giornale tutto sportivo: Novi tutto lo sport, che ebbe un buon successo.


Ora siamo qui per salutarti per l’ultima volta, ci sono tutti i tuoi vecchi compagni di Partito, i compagni della Camera del Lavoro, i ragazzi de “il novese” e c’è l’Unione Sportiva Novese di cui sei stato presidente per due stagioni calcistiche, e tante, tante altre persone che ti hanno stimato come politico, amministratore, giornalista, sportivo e anche imprenditore.

Ciao Gianni,
Era bello parlare con te.
Era bello chiacchierare e discutere con te, sempre in maniera pacata com’era nel tuo modo di essere.
Era bello ascoltare i tuoi consigli, le tue considerazioni.
Era bello stare con te, caro amico e compagno

Ciao Gianni

Lorenzo Robbiano

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