Home
La Val Borbera ricorda Fedor e il partigiano ‘Speranza’
Questa mattina a Cantalupo Ligure sarà ricordata la Resistenza in occasione del 68esimo anniversario della battaglia tra partigiani e nazifascisti, avvenuta il 2 febbraio 1945. Durante la battaglia morì Fedor Poletaev, eroe russo che intrecciò la sua storia con il partigiano Carlo Torre (Speranza) scomparso lo scorso anno.
Questa mattina a Cantalupo Ligure sarà ricordata la Resistenza in occasione del 68esimo anniversario della battaglia tra partigiani e nazifascisti, avvenuta il 2 febbraio 1945. Durante la battaglia morì Fedor Poletaev, eroe russo che intrecciò la sua storia con il partigiano Carlo Torre (Speranza) scomparso lo scorso anno.
CANTALUPO LIGURE – Cantalupo Ligure stamattina ricorda la Resistenza in occasione del sessantottesimo anniversario della battaglia tra partigiani e nazifascisti avvenuta il 2 febbraio 1945, nella quale morì Fedor Poletaev, il “ribelle” russo unico straniero insignito della medaglia d’oro al valor militare alla memoria. Nella cerimonia odierna sarà ricordato anche il partigiano Carlo Torre, nome di battaglia Speranza, scomparso poco più di un anno fa a 86 anni a Genova.Due vite che si intrecciarono quel giorno a Cantalupo: nella casa di Torre si asserragliarono quaranta soldati nemici, convinti poi ad arrendersi dal padre, Domenico, evitando un bagno di sangue. Lo stesso giorno Fedor cadde ferito a morte.
Il programma: alle 10,30 deposizione delle corone al monumento a Fedor, poi il corteo diretto a Casa Spinola per l’intitolazione della biblioteca e alle 11,15 appuntamento al palazzetto dello sport con gli interventi delle autorità, tra cui Roberto Rossi, vicepresidente dell’Anpi Provinciale ed Evgeny Boykov, console generale russo. L’orazione ufficiale sarà tenuta da Massimo Bisca, presidente dell’Anpi provinciale di Genova.
Fedor Poletaev era nato in Russia, a Gorlowo, nel 1909, ed era sergente dell‘Armata Rossa. Fatto prigioniero dai tedeschi nel 1942, venne trasferito in un campo di concentramento vicino ad Alessandria, da dove fuggì per poi unirsi ai partigiani della Val Borbera.
Torre nel dopoguerra ha trasmesso la memoria di quel periodo storico attraverso i numerosi cortometraggi. Tanti i lavori dedicati al mondo contadino locale.