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Oda 96, attesa per l’incontro con il Prefetto
I sindacati e i lavoratori attendono l'incontro del prossimo 21 febbraio, convocato dal Prefetto di Alessandria, per affrontare la grave situazione della Oda 96 di Arquata, la fabbrica del settore ferroviario che ha tutti i dipendenti in cassa integrazione. Questa volta l'amministratore dovrebbe essere presente ed illustrare le sue intenzioni
I sindacati e i lavoratori attendono l'incontro del prossimo 21 febbraio, convocato dal Prefetto di Alessandria, per affrontare la grave situazione della Oda 96 di Arquata, la fabbrica del settore ferroviario che ha tutti i dipendenti in cassa integrazione. Questa volta l'amministratore dovrebbe essere presente ed illustrare le sue intenzioni
ARQUATA SCRIVIA – Dopo l’assenza all’ultimo minuto di due settimane fa, stavolta l’amministratore della Oda 96 di Arquata dovrebbe essere presente all’incontro del 21 febbraio convocato dal Prefetto Romilda Tafuri su richiesta dei sindacati. Da affrontare la grave situazione della fabbrica del settore ferroviario, i cui circa 30 dipendenti sono tutti in cassa integrazione. Non solo: dal prossimo 23 febbraio rischiano di rimanere addirittura senza questo ammortizzatore sociale, oltre ad attendere gli stipendi arretrati da agosto“Fabrizio Improta, proprietario della Oda 96 – dice Marco Malpassi (Fiom Cgil) – stavolta dovrebbe essere presente. Dovrà illustrare le sue intenzioni sul futuro dello stabilimento dopo la richiesta di concordato preventivo in continuità aziendale rivolta al tribunale. Servono risposte immediate, anche perché il 23 febbraio è molto vicino”. Quel giorno scadrà infatti la cassa integrazione ordinaria, in vigore da 13 settimane.
L’Inps difficilmente prorogherà il versamento della cassa ordinaria oltre il 23 febbraio e, se Improta non provvederà con la riapertura della fabbrica, pagando quindi i salari, e con l’anticipo della cassa per coloro che per forza di cose dovranno rimanere a casa, tutti i lavoratori resteranno senza entrate mensili.
Una soluzione potrebbe arrivare dal concordato preventivo, atto che ha comportato il congelamento totale di crediti e debiti assunti finora, deciso all’insaputa dei lavoratori e dei loro rappresentanti sindacali. Nel caso venga accolto sarà la base sulla quale la Oda 96 potrà redigere un piano di rilancio con il quale andare incontro alle esigenze dei creditori, fornitori e banche, nonché dei dipendenti.