Il ‘Conservatorio’ rischia di perdere il contributo per l’asilo
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Giampiero Carbone - g.carbone@ilnovese.info  
17 Febbraio 2013
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Il ‘Conservatorio’ rischia di perdere il contributo per l’asilo

Rischia di perdere il contributo regionale l’opera pia (Ipab) che gestisce il Conservatorio Romano di Gavi, dove è in programma un asilo nido da 24 posti. Su oltre 450 mila euro necessari all'intervento, l’Ipab ne ha ottenuti 260 mila dalla Regione (per ora solo una prima tranche), oltre a 55 mila euro dalla Fondazione Crt e 5 mila dalla Fondazione Cral.

Rischia di perdere il contributo regionale l?opera pia (Ipab) che gestisce il Conservatorio Romano di Gavi, dove è in programma un asilo nido da 24 posti. Su oltre 450 mila euro necessari all'intervento, l?Ipab ne ha ottenuti 260 mila dalla Regione (per ora solo una prima tranche), oltre a 55 mila euro dalla Fondazione Crt e 5 mila dalla Fondazione Cral.

GAVI – Rischia di perdere il contributo regionale l’opera pia (Ipab) che gestisce il Conservatorio Romano di Gavi, dove è in programma un asilo nido da 24 posti. Su oltre 450 mila euro necessari all’intervento, l’Ipab ne ha ottenuti 260 mila dalla Regione (per ora solo una prima tranche), oltre a 55 mila euro dalla Fondazione Crt e 5 mila dalla Fondazione Cral.

La realizzazione dell’asilo eviterà anche lo scioglimento dell’opera pia da parte della Regione. L’oggetto del lascito è infatti l’assistenza ai bambini.  I lavori, iniziati negli anni scorsi e assegnati alla ditta So.Ge.Co di Novi grazie a un ribasso del 22% su una base d’asta di circa 450 mila euro, sono fermi da circa un anno. Spiegano gli amministratori dell’Ipab: “Purtroppo, la ditta è in gravi difficoltà finanziarie, per questo abbiamo deciso di rescindere il contratto. Stiamo trattando con la seconda classificata nel bando, la Giustiniana di Gavi, ma intanto sono sorte altre difficoltà. La Soprintendenza ai Beni Architettonici chiede di tutelare le capriate del tetto dell’edificio, per cui dobbiamo incontrare i responsabili dell’ente per redigere una variante al progetto”.

Soprattutto, sul progetto incombono i tempi di realizzazione dettati dalla Regione: “La prima tranche del contributo è stata assegnata oltre un anno fa. Abbiamo già ottenuto in passato una proroga che scadrà a settembre di quest’anno e gli altri soldi arriveranno solo, naturalmente, se i lavori proseguiranno”.

Una lotta contro il tempo, dopo che nel 2009 la commissione edilizia e l’ufficio tecnico del Comune avevano richiesto documenti, secondo gli amministratori dell’Ipab, non necessari per l’approvazione del progetto, dilatando già allora i tempi. Addirittura, una seduta della commissione era andata deserta nonostante la necessità di un parere in tempi brevi per evitare di perdere il contributo regionale, scaduto ma poi riconfermato grazie alla concessione della proroga dalla Regione. Il parere favorevole della commissione edilizia arrivò solo il 9 ottobre, poco tempo prima dell’atteso permesso di costruire.
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