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Il Cociv annuncia la partenza dei lavori
Partiamo con i lavori del Terzo Valico: ad annunciarlo è il Cociv, che laltro giorno a Torino, di fronte ai rappresentanti dei Comuni, della Provincia e della Regione, ha mostrato una certa fretta nell'avvio del primo lotto
?Partiamo con i lavori del Terzo Valico?: ad annunciarlo è il Cociv, che l?altro giorno a Torino, di fronte ai rappresentanti dei Comuni, della Provincia e della Regione, ha mostrato una certa fretta nell'avvio del primo lotto
TORINO – “Partiamo con i lavori del Terzo Valico”: Cociv lo ha annunciato l’altro giorno a Torino, in Regione, di fronte ai rappresentanti dei Comuni, della Provincia e della Regione. Dopo aver depositato al Ministero dell’Ambiente il progetto esecutivo il consorzio ha mostrato una certa fretta nell’avvio del primo lotto, l’unico finanziato con 500 milioni di 6,2 miliardi, fretta probabilmente legata al fatto che alcuni interventi sarebbero già stati affidati in sub appalto ad altre ditte.Questo nonostante nessuno sia ancora riuscito a leggere e a valutare al meglio le migliaia di documenti del progetto del primo lotto (500 milioni di euro il valore), disponibili per ora solo on line sul sito del ministero e ci siano ancora dei passaggi burocratici da concludere.
La comunicazione dell’avvio gli interventi ha visto l’opposizione dei rappresentanti degli enti locali. Alberto Mallarino (tavolo tecnico), spiega: “Una proposta irricevibile quella di Cociv, che si basa sulla presenza di una relazione di ottemperanza ambientale nel progetto esecutivo, scritta dal consorzio stesso, quando invece servono diverse autorizzazioni, a cominciare da quella ministeriale e regionale sullo smarino e dalla convenzione con la Provincia per gli interventi sulle strade, oltre al fatto che in Regione è ancora in corso la conferenza dei servizi sul Piano Cave”. A quest’ultimo documento è legato il Piano del traffico, sul quale i sindaci si sono espressi negativamente, come è stato evidenziato a Torino.
“C’è poi un principio generale – prosegue Mallarino – chiunque, prima di venire a casa nostra, deve chiedere il permesso e dialogare con il territorio. Non c’è legge obiettivo, di cui Cociv si fa forza, che tenga. Il progetto esecutivo è oltretutto incompleto, per quanto si è potuto leggere finora, e serve chiarezza sull’amianto e sulla tutela delle fonti idriche, per cui saranno necessari molti mesi prima di dare l’ok al progetto”. Secondo l’agronomo novese, la Regione scriverà a Cociv per evidenziare le necessità di adempiere a certi passaggi finora assenti e in attesa dei quali non potrà essere messa in moto nessuna ruspa. “Ci vorranno mesi – conclude Mallarino – data la mole del progetto, per ora piuttosto campato in aria”.
“Finché – dice Lorenzo Repetto, sindaco di Voltaggio rappresentante dei Comuni nel comitato di pilotaggio – non avremo la certezza di poter lavorare in sicurezza nei cantieri rispetto all’amianto e certezza che nessun cittadino corra pericoli in tal senso, i lavori non devono partire. Lo stesso dicasi a proposito del rischio per le fonti e la valutazione di alternative all’uso della gomma per il trasporto dello smarino”.
Cociv non ha rilasciato dichiarazioni.