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Cheirasca, palazzo e terreni all’asta
Allasta il palazzo della Cheirasca a Gavi con lannesso il cantiere della beauty farm e i terreni limitrofi. Nel 2011 la banca Unicredit aveva affidato ad una società di recupero crediti del gruppo il compito di far pagare alla proprietà dellimmobile, la Old Farm, e dei terreni, la Asti Resort, le rate del mutuo multi milionario acceso per realizzare la struttura turistica e una miriade di villette
All?asta il palazzo della Cheirasca a Gavi con l?annesso il cantiere della beauty farm e i terreni limitrofi. Nel 2011 la banca Unicredit aveva affidato ad una società di recupero crediti del gruppo il compito di far pagare alla proprietà dell?immobile, la Old Farm, e dei terreni, la Asti Resort, le rate del mutuo multi milionario acceso per realizzare la struttura turistica e una miriade di villette
GAVI – All’asta il palazzo della Cheirasca a Gavi con l’annesso cantiere della beauty farm e i terreni limitrofi. Nel 2011 la banca Unicredit aveva affidato alla società di recupero crediti del gruppo, la Uccmb (UniCredit Credit Management Bank), il compito di far pagare alla proprietà dell’immobile, la Old Farm, e dei terreni, la Asti Resort, entrambe di Milano, le rate del mutuo multi milionario acceso per realizzare la struttura turistica e una miriade di villette. Un vero e proprio nuovo paese sugli oltre cento mila metri quadri intorno all’edificio, bocciato in gran parte dalla Regione.È rimasta edificabile solo un’area da circa 4 mila metri quadri dove costruire edifici per circa 160 abitanti, dopo che dal 2008 il cantiere della beauty farm, partito nel 2006, è fermo. Il Comune nel 2009 ha anche approvato una convenzione riferita ai 4 mila metri quadri che prevedeva, senza ironia, «un polmone verde con mimose e rododendri» in una zona già caratterizzata da boschi.
Il tecnico comunale, Pierpaolo Bagnasco, in Consiglio aveva dichiarato che i lavori sarebbero partiti a breve, nonostante il cantiere fosse già fermo da tempo per le difficoltà della proprietà, che ha lasciato debiti da 500 euro a 1 milione.
Di recente anche la ditta Switch 1988, che si occupa di igiene ambientale, si è rivolta al tribunale per ottenere ingiunzione di pagamento nei confronti della Old Farm per 18 mila euro per lavori alla Cheirasca.
Soprattutto, è la Unicredit a vantare il credito maggiore. Dalla Uccmb fanno sapere che il «il credito non è stato ancora recuperato» ma che la banca ha messo all’asta il palazzo della Cheirasca e il cantiere nonché il terreno di pertinenza e altre aree. «La proprietà – dicono ancora dalla società – risultava ancora in mano alle società precedenti». Fallita quindi l’ipotesi di cedere il tutto alla Pm costruzioni di Varese. Il giudice di Alessandria fisserà quindi una data per l’asta degli immobili.
“La situazione – commenta il progettista, Stefano Bernardinelli – è uguale a quella del 99 per cento delle aziende italiane in questo momento, con fidi in rientro e mutui congelati. Il problema non è il tessuto economico fatto da artigiani e piccole medie aziende, ma sono le banche. Pare che Unicredit abbia sofferenze cinque volte maggiori, per 80,4 miliardi, per cui credo che la situazione delle società di Cheirasca possa essere definita normale nell’attuale situazione economica”.