Oda 96: lunedì si torna in fabbrica, ma senza lavoro
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Giampiero Carbone - g.carbone@ilnovese.info  
23 Febbraio 2013
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Oda 96: lunedì si torna in fabbrica, ma senza lavoro

Torneranno in fabbrica lunedì pur non avendo da lavorare e resteranno senza un euro per circa due mesi gli operai della Oda 96 di Arquata. L’assemblea sindacale si è tenuta in municipio essendo impossibile, a causa delle condizioni di abbandono, incontrarsi nello stabilimento

Torneranno in fabbrica lunedì pur non avendo da lavorare e resteranno senza un euro per circa due mesi gli operai della Oda 96 di Arquata. L?assemblea sindacale si è tenuta in municipio essendo impossibile, a causa delle condizioni di abbandono, incontrarsi nello stabilimento

ARQUATA SCRIVIA – Torneranno in fabbrica lunedì pur non avendo da lavorare e resteranno senza un euro per circa due mesi gli operai della Oda 96 di Arquata. L’assemblea sindacale si è tenuta ieri in municipio essendo impossibile, a causa delle condizioni di abbandono, incontrarsi nello stabilimento.

“La presenza in fabbrica – hanno spiegato i sindacalisti Marco Malpassi (Fiom Cgil) e Bruno Pagano (Fim Cisl) – è un atto che eviterà eventuali contestazioni da parte della proprietà per assenza ingiustificata. Poiché la cassa integrazione ordinaria scadrà domani (oggi per chi legge, ndr) c’è l’obbligo di essere al lavoro da lunedì, anche per evitare di non perdere gli stipendi arretrati inseriti nel concordato preventivo approvato dal tribunale. Da quel giorno l’azienda dovrà stipendiare i suoi lavoratori ma siccome sappiamo che questo non avverrà, il gesto servirà anche per l’attivazione della cassa integrazione in deroga per tre mesi”.

Un ammortizzatore sociale che i lavoratori dell’Oda 96 otterranno grazie all’impegno del prefetto Romilda Tafuri, che ha sollecitato il tribunale e il commissario che affiancherà il proprietario, Fabrizio Improta, nella gestione dell’azienda del settore ferroviario.


Nello stabilimento è tornata l’energia elettrica, secondo i dipendenti, ma non ci sarà il riscaldamento: “Visto che non avrete da lavorare – hanno detto ancora i sindacalisti – e poiché per ragioni di sicurezza è bene non toccare le macchine, potrete stare negli uffici e scaldarvi con una stufa elettrica”.

Entro la prossima settimana sarà firmato l’accordo tra tutte le parti sulla cassa in deroga ma ci vorranno settimane per l’arrivo dei soldi a causa dei tempi burocratici e di 6-7 mila pratiche del genere in Regione da affrontare.

“E’ importante – hanno detto i lavoratori – che con il concordato preventivo il nostro interlocutore non sia più Improta, di cui non ci fidiamo più, ma il tribunale insieme alle istituzioni, anche per un’eventuale affitto del ramo d’azienda come proposto da alcuni imprenditori. Vogliamo un incontro con il commissario”.

Lunedì, alle 8, ai cancelli della Oda 96 ci saranno anche il sindaco Paolo Spineto con vigili e tecnici comunali per verificare le condizioni di sicurezza della fabbrica. Se mancheranno, invieranno il verbale all’Asl e al Prefetto per l’eventuale emanazione di un’ordinanza che imponga ai lavoratori di uscire dallo stabilimento e tornare, nuovamente, a casa. I dipendenti aspettano 273 mila euro di stipendi arretrati oltre a ferie e tfr. L’azienda ha grosse esposizioni verso banche e fornitori.
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