Lesione colposa, a processo due medici milanesi
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Lesione colposa, a processo due medici milanesi

Due medici di Milano devono rispondere di lesione colposa in cooperazione davanti al giudice di Novi nei confronti di un giovane di Rivalta Bormida. Un intervento per la rimozione di un calcolo ha avuto infatti come conseguenza, secondo l’accusa, l’asportazione di un rene

Due medici di Milano devono rispondere di lesione colposa in cooperazione davanti al giudice di Novi nei confronti di un giovane di Rivalta Bormida. Un intervento per la rimozione di un calcolo ha avuto infatti come conseguenza, secondo l’accusa, l’asportazione di un rene

NOVI LIGURE – Due medici di Milano devono rispondere di lesione colposa in cooperazione davanti al giudice di Novi nei confronti di un giovane di Rivalta Bormida. Sono Luca Carmignani, 51 anni, milanese, e Stefano Cosellato, 41, di Sovico (Monza), entrambi chirurghi specializzati in urologia presso la clinica La Madonnina di Milano.

Un intervento per la rimozione di un calcolo ha avuto infatti come conseguenza, secondo l’accusa, l’asportazione di un rene, episodio attribuibile alla cattiva condotta dei due medici, secondo la tesi della Procura alessandrina.

Dopo un’operazione di ureteroscopia per togliere un calcolo Carmignani e Cosellato avrebbero omesso di diagnosticare tempestivamente e curare una stenosi ureterale evolutasi poi in pielonefrite acuta, che ha portato alla perdita delle funzioni del rene destro del paziente, al quale poi l’organo è stato rimosso l’anno dopo. Sempre secondo l’accusa, i due medici durante l’operazione chirurgica hanno causato una lesione dell’uretere e non hanno verificato le condizioni dell’organo al momento della rimozione del catetere e la reale rimozione dei frammenti dei calcoli. Avrebbero inoltre sottovalutato i danni all’uretere emersi dalle successive ecografie nonché trascurato i suggerimenti del radiologo di effettuare approfondimenti sul paziente. Carmignani e Cosellato sono difesi dall’avvocato Paolo Vinci di Milano.

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