Oda 96, firmato l’accordo per la ‘cassa in deroga’
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Oda 96, firmato l’accordo per la ‘cassa in deroga’

Finalmente è arrivata la firma per l’accordo della cassa integrazione in deroga per i dipendenti della Oda 96 di Arquata, che potranno godere di 6 mesi di ammortizzatore sociale, ma solamente a partire da giugno e fino al 7 settembre

Finalmente è arrivata la firma per l?accordo della cassa integrazione in deroga per i dipendenti della Oda 96 di Arquata, che potranno godere di 6 mesi di ammortizzatore sociale, ma solamente a partire da giugno e fino al 7 settembre

ARQUATA SCRIVIA – Finalmente è arrivata la firma per l’accordo della cassa integrazione in deroga per i dipendenti della Oda 96 di Arquata, che potranno godere di 6 mesi di ammortizzatore sociale ma solamente a partire da giugno e fino al 7 settembre. L’intesa è stata sottoscritta ieri a Torino da sindacati, azienda e Regione, alla presenza del titolare della fabbrica del settore ferroviario, Fabrizio Improta, assente martedì al primo incontro convocato.

I 30 dipendenti avevano usufruito della cassa integrazione straordinaria per un anno a partire dal novembre del 2011, periodo nel quale la proprietà aveva presentato un piano di risanamento ma alla fine dello scorso dicembre ha proposto al tribunale l’ammissione al concordato preventivo, mentre è stata poi concessa anche la cassa ordinaria per 3 mesi. Scaduto l’ammortizzatore, è partita la richiesta della cassa in deroga dai sindacati Fiom Cgil e Fim Cisl, presenti ieri a Torino.

“Da domani (oggi per chi legge, ndr) – dice il sindacalista Marco Malpassi – i lavoratori sono coperti dalla cassa in deroga e quindi potranno evitare di fare presenza in fabbrica. Speriamo che in questi 6 mesi l’azienda dimostri di avere i presupposti per ripartire anche se le perplessità non mancano. Intanto, auspichiamo si concretizzi l’offerta di qualche potenziale acquirente”.

I lavoratori nei giorni scorsi avevano intanto scritto al giudice Maria Laura Morello, delegata a seguire l’iter del concordato della Oda 96, per informarla del loro difficile situazione e chiedere chiarimenti sull’iter del concordato. “Il 4 febbraio – ha scritto il giudice – è stata dichiarata ammissibile la procedura preliminare al concordato preventivo. La proprietà ha 120 giorni per produrre documenti a sostegno della domanda. Dopodiché verrà valutata l’ammissibilità al concordato e la nomina di un commissario dal tribunale”. I lavoratori sono rimasti in fabbrica per 10 giorni al freddo e senza lavoro.
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