‘Orti Sociali’, una mozione di Sofio
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Alice Merlo  
14 Marzo 2013
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‘Orti Sociali’, una mozione di Sofio

Tramite mozione al comune di Novi Ligure, il consigliere comunale Francesco Sofio (nella foto) ha proposto al sindaco la propria idea: individuare una serie di terreni comunali che possano essere trasformati, tramite mani esperte, in Orti Sociali

Tramite mozione al comune di Novi Ligure, il consigliere comunale Francesco Sofio (nella foto) ha proposto al sindaco la propria idea: individuare una serie di terreni comunali che possano essere trasformati, tramite mani esperte, in Orti Sociali

NOVI LIGURE – Tramite mozione al comune di Novi Ligure, il consigliere comunale Francesco Sofio (nella foto) ha proposto al sindaco la propria idea: individuare una serie di terreni comunali che possano essere trasformati, tramite mani esperte, in Orti Sociali. Ma in che cosa consisterebbe l’iniziativa?

Rappresenta una realtà ormai diffusa da tempo in molti paesi d’Europa, nata persino nelle grandi metropoli come Londra e New York, essa ha permesso di rivalutare le città ed ha avuto una forte valenza sociale e persino terapeutica, dando la possibilità ai cittadini di riappropriarsi di spazi abbandonati e totalmente spersonalizzati.

Gli orti sociali, infatti, sono piccoli appezzamenti di terreno pubblico per la coltivazione di ortaggi, alberi da frutta e fiori, e permettono a coloro che abitano in condomini privi di giardini di “sfogare” il proprio pollice verde. Da non dimenticare, inoltre, il grande valore che gli orti potrebbero avere in tempo di crisi: come già verificato negli altri paesi, permettono la produzione di beni di prima necessità, danno un’occupazione a chi non ce l’ha, senza contare che i pensionati che hanno la possibilità di occuparsene, possono socializzare e tramandare il proprio sapere alle persone più giovani e inesperte nel campo dell’agricoltura.


Un’iniziativa con moltissime qualità positive, insomma, senza tralasciare il fatto, che permetterebbe anche di sottrarre appezzamenti all’incuria o alle sterpaglie. Ovviamente nell’organizzazione di queste aree, ci sarebbe bisogno di un regolamento per rendere chiari i criteri di assegnazione degli orti: la precedenza sarebbe ovviamente dei pensionati, dei disoccupati, dei cassaintegrati, dei portatori di handicap e delle famiglie a basso reddito.
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