Capanne di Marcarolo, il Parco definisce le ‘acque protette’
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Giampiero Carbone - g.carbone@ilnovese.info  
16 Marzo 2013
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Capanne di Marcarolo, il Parco definisce le ‘acque protette’

Il Parco Capanne di Marcarolo tutela gli habitat naturali con una nuova iniziativa legata ai corsi d’acqua. Il Consiglio direttivo ha infatti definito le acque non captabili all’interno dell’area protetta. “Una norma – spiegano il direttore del Parco Andrea De Giovanni e il presidente Luisella Arnoldi - prevista a livello nazionale e fatta propria dalla Regione"

Il Parco Capanne di Marcarolo tutela gli habitat naturali con una nuova iniziativa legata ai corsi d?acqua. Il Consiglio direttivo ha infatti definito le acque non captabili all?interno dell?area protetta. ?Una norma ? spiegano il direttore del Parco Andrea De Giovanni e il presidente Luisella Arnoldi - prevista a livello nazionale e fatta propria dalla Regione"

BOSIO – Il Parco Capanne di Marcarolo tutela gli habitat naturali con una nuova iniziativa legata ai corsi d’acqua. Il Consiglio direttivo ha infatti definito le acque non captabili all’interno dell’area protetta.

“Una norma – spiegano il direttore del Parco Andrea De Giovanni e il presidente Luisella Arnoldi – prevista a livello nazionale e fatta propria dalla Regione. Il nostro ente si è quindi confrontato con i Comuni e gli altri enti della Comunità delle aree protette. Ne è scaturito un documento che tutela gli habitat del Parco ma allo stesso tempo permette lo sviluppo di piccole attività compatibili come gli agriturismi”.

Evitati vincoli al prelievo di acqua potabile, tutelato a livello statale, il consiglio direttivo del Parco ha suddiviso il territorio dell’area protetta in due tipi di aree, quelle dove appunto il prelievo è permesso e quelle dove è del tutto proibito (tranne per l’uso potabile e agrituristico) per fini industriali ed economici. Fra le prime, l’area del Parco più a ovest, verso l’Ovadese, e quella dei laghi del Gorzente e della Lavagnina, da dove si preleva l’acqua per gli acquedotti di Genova.

Fra le seconde, invece, soprattutto l’area intorno al monte Tugello e al Tobbio, nel territorio di Bosio. Tra i corsi d’acqua tutelati, i piccoli affluenti del Gorzente, del Lemme e del Piota che scorrono all’interno dell’area protetta.
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