Lesioni colpose, a processo dirigenti della Sogegross
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Giampiero Carbone - g.carbone@ilnovese.info  
22 Marzo 2013
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Lesioni colpose, a processo dirigenti della Sogegross

Non doveva essere alla guida del carrello elevatore che andò a sbattere contro uno scaffale, facendogli sbattere la testa e provocando problemi al rachide cervicale. L’episodio di cui è rimasto vittima, nell’aprile 2008, il gaviese Marino Allegro, residente a Monterodonto, è al centro del processo, per lesioni colpose, in corso a Novi Ligure

Non doveva essere alla guida del carrello elevatore che andò a sbattere contro uno scaffale, facendogli sbattere la testa e provocando problemi al rachide cervicale. L?episodio di cui è rimasto vittima, nell?aprile 2008, il gaviese Marino Allegro, residente a Monterodonto, è al centro del processo, per lesioni colpose, in corso a Novi Ligure

NOVI LIGURE – Non doveva essere alla guida del carrello elevatore che andò a sbattere contro uno scaffale, facendogli sbattere la testa e provocando problemi al rachide cervicale.

L’episodio di cui è rimasto vittima, nell’aprile 2008, il gaviese Marino Allegro, residente a Monterodonto, è al centro del processo in corso a Novi Ligure in cui sono imputati Fernando Montinaro, 63 anni, genovese, e Maurizio Dacà, 48, di Serravalle Scrivia, all’epoca dei fatti dirigente e direttore della Sogegross di Serravalle, magazzino di prodotti alimentari dove Allegro lavorava. Sono accusati entrambi di lesioni colpose.


Quel giorno l’operaio era alla guida del carello quando, secondo la sua testimonianza, “ho sentito una scossa alla schiena e inavvertitamente ho premuto l’acceleratore del muletto, andando a sbattere contro uno scaffale”. Allegro ha raccontato di aver perso i sensi a causa del colpo alla testa.

Dalla deposizione del responsabile della Spresal e dell’imputato Dacà è emerso che quel giorno Allegro non avrebbe dovuto essere alla guida del muletto. Il medico,  a causa di precedenti infortuni in seguito a incidenti in moto con conseguenze negative alla schiena, aveva stabilito un parziale impedimento al ruolo di carrellista, tanto che l’operaio era addetto ad altre mansioni.
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