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Terzo Valico, chiesti tavoli tecnici alla Regione
Tre Comuni della Vallemme - Voltaggio, Carrosio e Fraconalto - hanno preso parte alla riunione della scorsa settimana svoltasi nel municipio voltaggino con Regione, Provincia e Arpa - oltre che con il Cociv - ed hanno chiesto l'istituzione di tre tavoli tecnici presieduti dalla Regione, per valutare l'impatto del Terzo Valico
Tre Comuni della Vallemme - Voltaggio, Carrosio e Fraconalto - hanno preso parte alla riunione della scorsa settimana svoltasi nel municipio voltaggino con Regione, Provincia e Arpa - oltre che con il Cociv - ed hanno chiesto l'istituzione di tre tavoli tecnici presieduti dalla Regione, per valutare l'impatto del Terzo Valico
VOLTAGGIO – Tre Comuni della Vallemme propongono una moratoria a breve al Cociv sul Terzo Valico ma Arquata non ci sta. Voltaggio, Carrosio e Fraconalto hanno preso parte alla riunione della scorsa settimana svoltasi nel municipio voltaggino con Regione, Provincia e Arpa, oltre che Cociv.Al consorzio è stato chiesto da tutti gli enti presenti di non avviare alcuna attività di scavo fino al 30 maggio, data entro la quale dovranno essere pronti gli studi su amianto, fonti e trasporto ferroviario dello smarino concordati nell’incontro.
È stata infatti decisa l’istituzione di tre tavoli tecnici, presieduti dalla Regione, ai quali parteciperà anche Cociv. Il primo riguarderà “l’eventuale ritrovamento di amianto nelle rocce da scavo, i sondaggi, il monitoraggio di aria e acqua e un protocollo da adottare in caso di rinvenimento di amianto”. “Cociv – spiega Repetto – sostiene di avere già numerosi dati. Da capire se siano necessari altri carotaggi e cosa fare in caso di ritrovamento”.
Il secondo tavolo riguarderà il rischio per le fonti con lo scavo del tunnel. Secondo Repetto, “l’Osservatorio ambientale ha già dato parere positivo alla relazione redatta da Cociv”. Infine, la gestione dei cantieri e dello smarino da trasportare, è stato richiesto, su ferrovia, dove possibile. I tre tavoli produrranno, entro il 30 maggio, altrettanti documenti. Regione, Provincia e Comuni hanno chiesto a Cociv di non avviare alcuno scavo, giù prevista nel primo lotto a Voltaggio e Arquata, fino a quella data.
“Nessun contrasto con la moratoria – dice Repetto –. E’ la prima risposta a quanto richiesto dai 12 sindaci. Manca ancora la logistica”. Arquata non è d’accordo. “In quella riunione – dice il Consigliere Stefania Pezzan – non si è parlato solo di problemi legati alla Val Lemme. I sindaci presenti hanno deciso per tutti, anche per i non invitati. Nei tavoli tecnici presenti solo Voltaggio, Carrosio e Fraconalto? Inoltre, dopo aver chiesto analisi ante operam sull’amianto presente, come si sa, in Val Lemme, adesso si parla di “eventuale ritrovamento di amianto”. È un passo indietro rispetto alla moratoria”.
Anche sulle fonti gli studi vanno fatti ante operam, come richiesto dal Cipe e prima dei lavori vanno costruiti gli acquedotti alternativi. Rispetto alla data del 30 maggio, va ricordato che la moratoria è stata richiesta per ridiscutere in modo approfondito tutto il progetto, sottolineando il fatto che le prescrizioni del Cipe, non rispettate, sono obbligatorie. Infine, qual è a questo punto il documento in cui si riconoscono i Comuni della Val Lemme? E’ questo il modo corretto di procedere in collaborazione con tutti?”.
“Davvero si può credere che Cociv faccia in 2 mesi ciò che non ha fatto in 20 anni? – commenta Mario Bavastro (comitato No Terzo Valico Val Lemme e Afa) -. I sindaci, insieme a tutti gli enti, si decidano a confrontarsi con la popolazione”. Cociv un anno fa ha affermato che l’amianto in Val Lemme non c’è ma la Provincia nel 2005 aveva chiesto di rifare i sondaggi effettuati dal consorzio, considerati insufficienti.