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Pd: ‘Senza garanzie non sosterremo più il Terzo Valico’
A causa dellassenza di risposte, il Terzo Valico per il Pd di Novi diventa inutile. Il partito democratico novese fa sapere che non sosterrà più lutilità dellopera se non arriveranno riscontri sulla tutela dei cittadini e dellambiente nonché sulla logistica, le stesse richieste dei 12 sindaci nella moratoria richiesta al governo
A causa dell?assenza di risposte, il Terzo Valico per il Pd di Novi diventa inutile. Il partito democratico novese fa sapere che non sosterrà più l?utilità dell?opera se non arriveranno riscontri sulla tutela dei cittadini e dell?ambiente nonché sulla logistica, le stesse richieste dei 12 sindaci nella moratoria richiesta al governo
NOVI LIGURE – A causa dell’assenza di risposte, il Terzo Valico per il Pd di Novi diventa inutile. Il partito democratico novese fa sapere che non sosterrà più l’utilità dell’opera se non arriveranno riscontri sulla tutela dei cittadini e dell’ambiente nonché sulla logistica, le stesse richieste dei 12 sindaci nella moratoria richiesta al governo.“Il mancato accoglimento delle istanze degli enti locali e del Pd – dicono da Novi – può essere letto come una risposta negativa alla richiesta dei territori di partecipare attivamente al processo decisionale sulla nuova linea”. Fra le lacune finora emerse citate dal Pd novese, “una gestione non condivisa degli espropri, la superficialità su aspetti fondamentali come il rischio amianto ed il rischio di inaridimento delle fonti, l’assenza di uno studio di fattibilità sull’eliminazione dello Shunt di Novi”. Aspettative che il Pd novese definisce disattese, da qui “un giudizio negativo sulla gestione da parte di Rfi e di Cociv”. Il partito annuncia il sostegno alla moratoria “in ogni sede istituzionale”.
Intanto, sulla “moratoria breve” richiesta a Cociv da Voltaggio, Carrosio e Fraconalto insieme a Regione, Provincia e Arpa (nessuna opera di scavo entro il 30 maggio inattesa degli studi su amianto e fonti, senza citare la sospensione di tutte le altre attività connesse, ricomprese invece nella moratoria dei 12 sindaci), il Comitato No Terzo Valico Val Lemme e l’Afa vanno giù duri: “Il documento è un esempio di cattiva e vergognosa amministrazione del territorio.
Mentre la moratoria dei 12 sindaci presentava richieste positive, come le analisi ante operam su amianto e fonti (già pretese da Voltaggio, Carrosio e Fraconalto un anno fa e poi nella delibera del Consiglio voltaggino nell’agosto seguente), l’accordo in questione vanifica quanto deciso in base a una decisione presa da tre soli sindaci insieme ad altri enti e a Cociv, a nome di tutti.
Tutto – continuano dalla Val Lemme – viene ridotto a un’indagine pro forma nei tempi che non potrà verificare l’effettiva presenza o meno dell’amianto né il rischio di intercettazione delle falde. In questo modo si rischia di ripetere quanto avvenuto nel Mugello: ne sono coscienti i nostri sindaci oppure sono pronti a svendere il territorio non si capisce per quali obiettivi?”