Bergaglio: ‘Ripartire per cambiare davvero la politica e la città’
Lo scontro lacerante tra bersaniani e renziani, lamarezza per il risultato delle urne, ma anche la voglia di ripartire immediatamente, «per cambiare davvero la politica e la città». La segretaria cittadina del Pd si lancia in unanalisi a tutto campo, e sulla sua candidatura alle primarie lascia la porta socchiusa: «Vedremo in autunno »
Lo scontro lacerante tra bersaniani e renziani, l?amarezza per il risultato delle urne, ma anche la voglia di ripartire immediatamente, «per cambiare davvero la politica e la città». La segretaria cittadina del Pd si lancia in un?analisi a tutto campo, e sulla sua candidatura alle primarie lascia la porta socchiusa: «Vedremo in autunno?»
NOVI LIGURE – Per qualcuno è una “giovane turca”, ossia appartiene alla corrente, di sinistra e antiliberista, fedelissima al segretario Bersani. Per altri è più “estremista” come storica e intellettuale (è in uscita in questi giorni il suo libro “Dai campi e dalle officine”, dedicato all’analisi dei militanti del Pci piemontese dal dopoguerra agli anni Settanta) che in politica, dove ha rapidamente imparato l’arte della mediazione, e di esprimersi con felpata diplomazia. Certamente Cecilia Bergaglio (nella foto), nonostante i suoi 28 anni, è già una veterana del mondo politico novese: la incontriamo nella sede cittadina del Pd, dove il clima degli ultimi mesi sembra aver risvegliato la voglia di partecipazione, per cui anche in un pomeriggio infrasettimanale si coglie un via vai di militanti e di riunioni, e un certo fermento.
— La settimana scorsa l’onorevole Lovelli ha lanciato il sasso: a Novi i tempi potrebbero essere maturi per un sindaco donna. Le sono fischiate le orecchie?
[sorride, e riflette qualche secondo prima di rispondere; ndr] “No, anche se dopo l’uscita dell’intervista in diversi mi hanno chiamata o scritto per chiedermi la stessa cosa. Ho letto con attenzione le parole di Lovelli, che come sempre ha fatto un’analisi molto raffinata, su cui riflettere. Non credo avesse in mente una candidata in particolare: ha solo ricordato che, in effetti, il peso delle donne in politica ormai è tale, da rendere la possibilità di un sindaco donna assolutamente realistica. Ma soprattutto Lovelli ha proposto un metodo, e un percorso, che condivido pienamente”.
— Ossia superare le divisioni interne, e proporre alla città un progetto per Novi che sia convincente, e “rivitalizzante”?
“Esatto, partendo dai fatti, con grande pragmatismo. Il risultato delle recenti elezioni politiche ci ha delusi e amareggiati, inutile nascondercelo. Ci aspettavamo un risultato migliore, a livello nazionale come a Novi. E allora rimettiamoci subito al lavoro, rimbocchiamoci le maniche e percorriamo, ma davvero, la strada del cambiamento richiesto dagli elettori, e delle proposte concrete per la città. L’ho sottolineato all’assemblea degli iscritti che abbiamo tenuto in questa sede, al piano superiore: tra l’altro affollatissima, di anziani come di giovani. E spero che sia l’avvio di un percorso convinto e partecipato: non c’è davvero tempo da perdere”.
— Bersaniani e Renziani, uniti? Lo scontro qui a Novi c’è stato, eccome…
“È stato lacerante, purtroppo. Più che altrove, il che è senz’altro dimostrazione anche di passione vera. Ma ora dobbiamo guardare avanti, verso il cambiamento, e uniti. Superando le vecchie liturgie, i bilancini e i manuali Cancelli della vecchia politica. Ma è inaccettabile fare un discorso di sola anagrafe, o di scontro tra fazioni contrapposte. Spero che su questo tutti siano d’accordo”.
— Le elezioni comunali novesi si terranno tra un anno, peraltro chissà in quale scenario nazionale. Il Pd come intende arrivarci?
“Con un processo di rinnovamento, e di confronto con la città, a tappe forzate. Nel senso che sembra che ci sia ancora tanto tempo, ma non è così, e dobbiamo mettere in pista, subito, tutte le nostre migliori energie. Vogliamo, prima dell’estate, proporre alla città gli Stati Generali di Novi: vedremo dove, ma deve essere una conferenza plenaria, in cui coinvolgere tutte le forze e i soggetti attivi in città. Non solo il partito dunque, o gli addetti ai lavori della politica: penso alle associazioni di volontariato, ai comitati civici come quelli per la difesa dell’ospedale, o dei pendolari. Una vera occasione di confronto di idee, di proposte su tutti i temi rilevanti per la nostra comunità. Partendo da lavoro e occupazione, Terzo Valico, ma anche bilancio del comune e partecipate, sistema di trasporto locale, urbanistica e gestione del territorio, sanità e servizi socio assistenziali”.
— Inviterete anche i No Tav, e i 5 Stelle?
“Assolutamente sì, se vorranno partecipare e portare il loro contributo saranno i benvenuti. Conosco diversi novesi che hanno votato per il movimento di Grillo, e mi piace confrontarmi con loro, capire il loro punto di vista. Tra l’altro, sul tema del Terzo Valico il direttivo del Pd di Novi, l’altra sera, ha preso una posizione forte e chiara, che speriamo sia condivisa dal partito anche a livello provinciale. Ossia no a questo Terzo Valico, così come è venuto a configurarsi nel tempo, a causa di una serie mancate risposte da parte di Rfi e Cociv. Siamo assolutamente d’accordo con la richiesta di moratoria dei sindaci, e su questo tema prudenza ne abbiamo mostrata anche troppa. È il tempo di dire che, essendo venuta meno una serie di garanzie (in primis sul fronte dell’inquinamento e della salute, dall’amianto alle falde acquifere, per poi passare agli aspetti legati alla logistica del territorio, ma anche ai metodi utilizzati per gli espropri), a questo Terzo Valico noi diciamo no, senza se e senza ma”.
— Dopo la tradizionale Festa Democratica estiva [ma chi la chiama ancora Festa dell’Unità è perdonato; ndr], sarà già tempo di candidati sindaco, e di primarie. Ci sarà anche Cecilia Bergaglio?
“Ho un mandato triennale, come segretario cittadino del Pd, che scade in autunno. Quindi vedremo cosa verrà deciso riguardo ai congressi, ma ci sarà da affrontare anche quel tema. Credo sia noto che svolgo attività politica da dieci anni ormai, per pura passione civica, e gratuitamente. La mia attività di ricerca mi piace molto, e mi porta anche spesso inevitabilmente lontano da Novi: è un elemento che va certamente considerato. Detto questo, intendo continuare a impegnarmi per la mia città, e dentro il Pd. In quali forme, lo vedremo via via. L’autunno è ancora lontano”.
L’intervista completa è sul Novese in edicola fino a mercoledì 3 aprile.