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Mercato immobiliare, l’andamento sul territorio
Tra il 2011 e il 2010 compravendite residenziali a Arquata erano cresciute del 22% ma allinizio del 2012 le domande di acquisto sono scese del 13%. Un dato in linea con quanto è avvenuto in Piemonte, dove per il 2012 le stime parlano di un calo compreso fra il 18% e il 25%
Tra il 2011 e il 2010 compravendite residenziali a Arquata erano cresciute del 22% ma all?inizio del 2012 le domande di acquisto sono scese del 13%. Un dato in linea con quanto è avvenuto in Piemonte, dove per il 2012 le stime parlano di un calo compreso fra il ?18% e il ?25%
ARQUATA SCRIVIA – Tra il 2011 e il 2010 compravendite residenziali a Arquata erano cresciute del 22% ma all’inizio del 2012 le domande di acquisto sono scese del 13%. Un dato in linea con quanto è avvenuto in Piemonte, dove per il 2012 le stime parlano di un calo compreso fra il –18% e il –25%.I dati arrivano dall’osservatorio semestrale di Casa.it, il principale portale immobiliare in Italia, che ha analizzato l’andamento del mercato immobiliare negli ultimi sei mesi del 2012, sia a livello nazionale sia a livello regionale.
Ad Arquata, negli ultimi tre anni le compravendite residenziali si sono mantenute fra le cento e le 120 unità immobiliari scambiate. Secondo gli ultimi dati disponibili forniti dalla Agenzia del Territorio alla fine del 2011 il mercato di Arquata è stato positivo con una crescita del +22% rispetto al 2010.
“I prezzi di vendita – spiegano dall’Osservatorio – al metro quadro per il comune alessandrino variano da un minimo di circa 900 euro al metro quadrato per gli immobili da ristrutturare a 1.400 euro al metro quadrato per le abitazioni di nuova costruzione o completamente ristrutturate”.
A inizio 2013 la domanda di abitazioni in acquisto è molto debole, molto più vivace la domanda di chi cerca abitazioni in affitto: “Rispetto allo stesso periodo del 2012, infatti, si assiste a un calo del 13% della domanda in acquisto e a una crescita del 15% per l’affitto”.
Dal portale immobiliare ricordano infine che “la fiducia in una ripresa delle contrattazioni non si appoggia su segnali ancora solidi”.