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Esercizio abusivo della professione, chiesta condanna
Cinque mesi di reclusione: il pubblico ministero ha chiesto la condanna di Walter Carniglia, geometra di Cantalupo, accusato di esercizio abusivo della professione di ingegnere. Secondo quanto emerso dalle indagini e nel processo il professionista era stato incaricato da Comuni della Val Borbera e dalla Comunità montana Valli Borbera e Spinti di progettare opere che rientravano nella competenza esclusiva di ingegneri
Cinque mesi di reclusione: il pubblico ministero ha chiesto la condanna di Walter Carniglia, geometra di Cantalupo, accusato di esercizio abusivo della professione di ingegnere. Secondo quanto emerso dalle indagini e nel processo il professionista era stato incaricato da Comuni della Val Borbera e dalla Comunità montana Valli Borbera e Spinti di progettare opere che rientravano nella competenza esclusiva di ingegneri
NOVI LIGURE – Cinque mesi di reclusione: il pubblico ministero Luca Ragalzi ha chiesto la condanna di Walter Carniglia, geometra di Cantalupo, accusato di esercizio abusivo della professione di ingegnere.Secondo quanto emerso dalle indagini e durante il processo il professionista, tra il 2005 e il 2007, è stato incaricato da numerosi Comuni della Val Borbera e dalla allora Comunità montana Valli Borbera e Spinti di progettare opere che rientravano nella competenza esclusiva di ingegneri, come consolidamenti di frane, realizzazioni di fogne, sistemazioni idrauliche di corsi d’acqua e messa in sicurezza di un ponti e antiche mura.
Progetti nei quali era previsto l’uso, per esempio, del cemento armato, e quindi di esclusiva competenza degli ingegneri, il cui Ordine provinciale è parte civile nel processo con l’avvocato Carlo Traverso. Secondo il pubblico ministero, Carniglia va condannato poiché i progetti preliminari firmati dall’imputato rappresentano un fase importante della progettazione complessiva delle opere, nella quale vengono stabiliti i costi delle stesse. Il geometra si faceva affiancare nella fase preliminare da un ingegnere mentre i progetti definitivi venivano poi assegnati messi a bando dai Comuni.
Il procedimento è partito da alcuni esposti firmati dall’ingegner Giorgio Cremonte, accortosi nell’anomalia dopo aver chiesto di partecipare a un bando del Comune di Cabella. Secondo l’Ordine sono ben 95 i progetti contestati al geometra tra il 2003 e il 2006.
Nelle prossime udienze del 9 e 16 luglio le conclusioni della parte civile e della difesa (avvocato Giuseppe Greppi), le eventuali repliche e la sentenza. Ieri è emerso che i reati risalenti al 2005 sarebbero già prescritti, in dubbio quelli del 2006.