Eccidio della Benedicta, il 69esimo anniversario
Domani si commemora il 69esimo anniversario delleccidio della Benedicta. Come di consueto, la giornata si articolerà in un percorso lungo il quale si attraverseranno tutti i luoghi simbolo del tragico avvenimento. Alle 9.30 ci si ritroverà al sacrario per la deposizione delle corone di alloro alla Croce e alle fosse comuni; il corteo si sposterà poi verso il cortile della Benedicta, nel quale si potrà assistere alla messa
Domani si commemora il 69esimo anniversario dell?eccidio della Benedicta. Come di consueto, la giornata si articolerà in un percorso lungo il quale si attraverseranno tutti i luoghi simbolo del tragico avvenimento. Alle 9.30 ci si ritroverà al sacrario per la deposizione delle corone di alloro alla Croce e alle fosse comuni; il corteo si sposterà poi verso il cortile della Benedicta, nel quale si potrà assistere alla messa
BOSIO – Domani, domenica 7 aprile, si commemora il 69esimo anniversario dell’eccidio della Benedicta. Come di consueto, la giornata si articolerà in un percorso lungo il quale si attraverseranno tutti i luoghi simbolo del tragico avvenimento. Alle 9.30 ci si ritroverà al sacrario per la deposizione delle corone di alloro alla Croce e alle fosse comuni; il corteo si sposterà poi verso il cortile della Benedicta, nel quale si potrà assistere alla messa celebrata dal sacerdote Gian Piero Armano.
Al termine del rito religioso, porgeranno i propri saluti Andrea Foco, presidente dell’Associazione Memoria della Benedicta; Pasquale Cinefra, per i comitati provinciali Anpi (Associazione nazionale partigiani d’Italia) di Alessandria e di Genova; Marco Ratti, sindaco di Bosio; Paolo Filippi, presidente della Provincia di Alessandria; Maria Rita Rossa, sindaco di Alessandria; Ferruccio Maruffi, presidente regionale dell’Aned (Associazione nazionale ex deportati), e l’orazione ufficiale del sindaco di Genova Marco Doria. Coloro che desiderano partecipare alla manifestazione, potranno servirsi del bus che partirà da Alessandria, in piazza Garibaldi, alle 7.30 e che rientrerà alla fine della commemorazione.
Tra il 6 e l’11 aprile del 1944, venne scritta una delle pagine di storia più tragica delle nostre zone. I nazifascisti, infatti, iniziarono un rastrellamento dei partigiani che militavano in questa zona; alla fine degli scontri armati con la Brigata autonoma Alessandria e la terza Brigata Liguria l’esito fu disastroso: i partigiani uccisi – tra i rastrellamenti e i caduti in battaglia – furono 146 e vennero sepolti in una fossa comune. Ovviamente questo numero di vittime non comprende i dispersi, coloro di cui non si conosce la formazione e coloro che vennero deportati.
Il monastero della Benedicta, nel quale erano rifugiati gli uomini meno esperti e disarmati, venne minato e fatto esplodere. Settantacinque partigiani vennero fucilati dai granatieri repubblicani, una parte dei catturati venne trasferita nel carcere genovese di Marassi, altri vennero deportati in Germania.
L’eccidio ebbe uno strascico fino al 19 maggio dello stesso anno: presso il Passo del Turchino, vennero fucilati altri 19 partigiani insieme ad altri 42 prigionieri, come rappresaglia per un attentato contro alcuni soldati tedeschi al cinema Odeon di Genova.
Nel pomeriggio, alle ore 14.30, chi vorrà, potrà partecipare alla passeggiata lungo il Sentiero della Pace, il quale collega la Benedicta alla cascina Pizzo e al Mulino Vecchio. L’iniziativa è in collaborazione con il Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo e fornisce ai partecipanti validi spunti di riflessione storica grazie ai pannelli posti sul cammino.
Singolare e degna di attenzione l’iniziativa promossa da Massimo Oliveri, plurimaratoneta, formatore nazionale della Scuola dello Sport, preparatore atletico della Nazionale Italiana Paralimpica di Tennistavolo, ma soprattutto educatore. È infatti dal rapporto quotidiano e costruttivo con i giovani, come professore di Scienze Motorie alla Scuola Media di Silvano d’Orba, che nasce la volontà di condividere la propria ricerca personale e diffondere il valore dell’etica e della solidarietà.
Il “prof” guiderà e accompagnerà, con l’aiuto di altri docenti, una rappresentativa di studenti silvanesi, allenati e preparati nell’ambito del Gruppo Sportivo Studentesco, alla realizzazione di quello che vuole essere una vera e propria “Staffetta della Memoria”. L’impresa assegnerà al gruppo di giovani atleti un percorso individuale di 2-3 chilometri, con pendenze e dislivelli impegnativi, a fianco di Oliveri che effettuerà l’intero tragitto di 23 chilometri.
Domani, giorno della commemorazione della Benedicta, il gruppo partirà davanti al Comune di Silvano d’Orba, dove è presente l’installazione permanente con le Pietre della Benedicta e, passando da Cirimilla, raggiungerà la Cascina Benedicta per stabilire una sorta di continuità morale tra generazioni, all’insegna del Ricordo. «Lo considero quasi un gesto di indignazione morale, di espressione tangibile, e testimonianza fisica per contrastare, al di là di ogni ideologia, il revisionismo superficiale, il negazionismo e la banalizzazione del male che circola pericolosamente nei messaggi dei nostri media»: è quando dichiara Felice Arlotta, preside dell’istituto comprensivo di Molare, al quale appartiene la scuola di Silvano, che si unirà alla maratona della Benedicta.
La staffetta avrà l’assistenza logistica del Comune di Silvano d’Orba, del Parco Capanne di Marcarolo e dell’associazione Memoria della Benedicta, presieduta da Andrea Foco che insieme a Ivana Maggiolino, sindaco di Silvano d’Orba, esprime grandissima soddisfazione per l’iniziativa.