Parco Capanne, tagliate indennità e armi
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Giampiero Carbone - g.carbone@ilnovese.info  
9 Aprile 2013
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Parco Capanne, tagliate indennità e armi

Il Parco Capanne di Marcarolo taglia le indennità degli amministratori e vende le armi. Con la riforma dei Parchi la Regione, in nome dei tagli ai costi della politica, aveva cambiato l’assetto istituzionale di questi enti: via la giunta, il consiglio ridotto (per il Capanne di Marcarolo) da 34 a 5 componenti

Il Parco Capanne di Marcarolo taglia le indennità degli amministratori e vende le armi. Con la riforma dei Parchi la Regione, in nome dei tagli ai costi della politica, aveva cambiato l?assetto istituzionale di questi enti: via la giunta, il consiglio ridotto (per il Capanne di Marcarolo) da 34 a 5 componenti

BOSIO – Il Parco Capanne di Marcarolo taglia le indennità degli amministratori e vende le armi. Con la riforma dei Parchi la Regione, in nome dei tagli ai costi della politica, aveva cambiato l’assetto istituzionale di questi enti: via la giunta, il consiglio ridotto (per il Capanne di Marcarolo) da 34 a 5 componenti. Soltanto che, a differenza di altre riforme, i costi della politica sono cresciuti. Se prima il presidente, la giunta e il Consiglio costavano poco più di 10 mila euro, con l’entrata in vigore delle nuove regole la spesa è salita a circa 40 mila tra presidente e 4 consiglieri.

Un paradosso, cresciuto con i tagli radicali decisi dalla Regione nei confronti dei Parchi stessi, costretti a fare a meno del personale con contratti di collaborazione e a tempo determinato e posti di fronte al rischio concreto di non riuscire a pagare gli stipendi. Il Parco Capanne, come molti altri, per garantire le buste paga, ha dovuto chiedere un’anticipazione di cassa alla banca fino a 197 mila euro visto che di suo non ha più un euro né, al momento, sono arrivati i soldi da Torino.

Di fronte alle pesanti riduzione degli stanziamenti per il funzionamento delle aree protette, nei mesi scorsi i sindacati avevano rivolto un appello all’amministrazione regionale: ridurre le indennità degli amministratori. Una proposta accolta dalla Regione e massa in pratica in conseguenza della riduzione delle indennità del presidente Roberto Cota e degli assessori regionali.

Nel Parco Capanne all’inizio di quest’anno era stata inizialmente prevista una spesa annua di 39 mila euro a favore del presidente Luisella Arnoldi e dei 4 componenti del Consiglio (Danilo Repetto, vicepresidente; Eraldo Mazzarello, Massimo Merlo e Angelo Spinelli). Con le nuove disposizioni arrivate da Torino l’ente si è però adeguato riducendo la somma complessiva di 10 mila euro. I 29 mila euro lordi saranno così ripartiti: 13.200 euro annui al presidente, 3.300 al vice, 2.310 ai Consiglieri.

Sempre a causa delle difficoltà finanziarie il Consiglio del Parco ha approvato la vendita delle armi di sua proprietà: due pistole Beretta, una rivoltella Smith & Wesson, 2 carabine Stuzen e un fucile Sabatti. Armi che, è stato detto nella seduta del Consiglio, attualmente non vengono utilizzate in quanto “gli abbattimenti programmati nell’ambito dei Piani di gestione e controllo numerico del cinghiale vengono effettuati da personale volontario, i cosiddetti selecontrollori. Inoltre, i guardiaparco effettuano i servizi di vigilanza senza l’ausilio di armi”. A portare a questa decisione anche la grave situazione finanziaria dell’ente.
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