La legge ‘salva-Ilva’ e’ costituzionale
La legge salva-Ilva è legittima. Lo a stabilito ieri la Corte Costituzionale, che ha emesso la sentenza, dichiarando in parte inammissibili e in parte infondate le questioni di legittimità sollevate dal Gip e dal Tribunale di Taranto sulla legge 231 del 2012. Il provvedimento era stato emanato dal Governo Monti ed approvato a larga maggioranza dal Parlamento, per permette al gruppo siderurgico Ilva di restare in vita
La legge ?salva-Ilva? è legittima. Lo a stabilito ieri la Corte Costituzionale, che ha emesso la sentenza, dichiarando in parte inammissibili e in parte infondate le questioni di legittimità sollevate dal Gip e dal Tribunale di Taranto sulla legge 231 del 2012. Il provvedimento era stato emanato dal Governo Monti ed approvato a larga maggioranza dal Parlamento, per permette al gruppo siderurgico Ilva di restare in vita
TARANTO – La legge ‘salva-Ilva’ è legittima. Lo a stabilito ieri la Corte Costituzionale, che in serata ha emesso la sentenza, dichiarando in parte inammissibili e in parte infondate le questioni di legittimità sollevate dal Gip Patrizia Todisco e dal Tribunale di Taranto sulla legge 231 del 2012. Il provvedimento era stato emanato – come decreto, poi convertito in legge – dal Governo Monti ed approvato a larga maggioranza dal Parlamento, per permette al gruppo siderurgico Ilva di restare in vita.
Ora, quindi, il colosso dell’acciaio potrà continuare a produrre: secondo la Corte, infatti, quelle norme varate “non hanno alcuna incidenza sull’accertamento delle responsabilità nell’ambito del procedimento penale in corso davanti all’autorità giudiziaria di Taranto”.
Ma per la Consulta lo stabilimento tarantino può proseguire la sua attività produttiva e la commercializzazione dei prodotti, in base alla considerazione che “le norme censurate non violano i parametri costituzionali evocati in quanto non influiscono sull’accertamento delle eventuali responsabilità derivanti dall’inosservanza delle prescrizioni di tutela ambientale, e in particolare dell’autorizzazione integrata ambientale riesaminata, nei confronti della quale, in quanto atto amministrativo, sono possibili gli ordinari rimedi giurisdizionali previsti dall’ordinamento”.
La Legge 231 era stata varata a dicembre ed era stata approvata con grande maggioranza dal Parlamento, che aveva convertito il decreto del governo Monti, intervenuto dopo il sequestro dell’area a caldo dello stabilimento e l’apertura dell’indagine giudiziaria che ha visto contrapporsi magistratura e politica nella ricerca di una soluzione per Taranto, per la salute dei cittadini, ma anche per i lavoratori e per il resto del gruppo e quindi anche per gli altri stabilimenti, come Novi e Genova.