‘Dopo-Comunità Montane’: tante domande senza risposta
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Giampiero Carbone - g.carbone@ilnovese.info  
13 Aprile 2013
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‘Dopo-Comunità Montane’: tante domande senza risposta

Tante domande senza risposta da parte dei sindaci della Terre del Giarolo sul dopo-Comunità montane. Le hanno rivolte all’assessore regionale Riccardo Molinari nell’incontro dell’altro giorno in municipio a Borghetto Borbera, dove è emersa tutta la confusione che, al momento, regna con l’abolizione degli enti

Tante domande senza risposta da parte dei sindaci della Terre del Giarolo sul dopo-Comunità montane. Le hanno rivolte all?assessore regionale Riccardo Molinari nell?incontro dell?altro giorno in municipio a Borghetto Borbera, dove è emersa tutta la confusione che, al momento, regna con l?abolizione degli enti

BORGHETTO BORBERA – Tante domande senza risposta da parte dei sindaci della Terre del Giarolo sul dopo-Comunità montane. Le hanno rivolte all’assessore regionale Riccardo Molinari nell’incontro dell’altro giorno in municipio a Borghetto Borbera, dove è emersa tutta la confusione che, al momento, regna con l’abolizione degli enti.

Molinari ha ammesso che dopo il 31 marzo, giorno in cui dovevano insediarsi i commissari regionali, ancora da nominare a Torino, è in atto un periodo di transizione che necessita di chiarimenti e ha sostenuto: “Su 24 Comunità montane Piemontesi, chiuse dallo Stato, solo una è rimasta unita dando vita a un’Unione. Per il resto, come qui, c’è stata molta frammentazione”. L’esponente della Lega Nord ha inviato i sindaci a creare le Unioni invece delle convenzioni: “Sarà più facile ottenere i trasferimenti regionali e statali. I Comuni dovevano decidere entro il 31 marzo. A Torino il Prefetto ha chiesto chiarimenti ai sindaci “fuori legge”.

Nella Terre del Giarolo solo i 15 Comuni della Bassa Val Curone hanno deciso di convenzionare i servizi entro quella data, per il resto, nessuna decisione ufficiale. “L’orientamento – ha detto il sindaco di Borghetto Enrico Bussalino – è verso l’Unione ma ci sono ancora troppe domande senza risposta”. Fra queste, il costo dei servizi associati: “Finora – ha chiesto il presidente della Terre del Giarolo Vincenzo Caprile – sono stati erogati con costi da 4 a 12 euro ad abitante grazie ai contributi regionali e alla suddivisione tra circa 30 Comuni. Ora, se l’Unione sarà a 20, chi garantirà costi così bassi, visto che i Comuni non potranno pagare di più?”.

Molinari ha assicurato che il fondo regionale per la montagna resterà e ribadito le assicurazioni sul futuro dei dipendenti della Comunità. Fabio Boveri (sindaco di Costa Vescovato): “Quasi nessun Comune può assumere. Per legge dovremmo avere 16 vigili: ma chi li paga?”. Secondo Giuseppe Teti (Vignole Borbera), “servono garanzie sui soldi che la Regione metterà per pagare parte degli stipendi agli assunti dai Comuni, che non possono anticipare.”.

Nessuna risposta, al momento, su come verranno suddivisi debiti e crediti della Terre del Giarolo: “Toccherà ai commissari decidere” ma Caprile ha evidenziato: “Nel 2014 il limite di indebitamento dei Comuni sarà del 4%. Se dovranno pagare i mutui della Comunità montana cosa succederà?”.
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