Marubbi, il renziano che guarda a Roma: ‘Non faro’ il sindaco’
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Marubbi, il renziano che guarda a Roma: ‘Non faro’ il sindaco’

"Scriva pure chiaro e tondo che non ho nessuna intenzione di candidarmi a sindaco di Novi. Così mettiamo un punto fermo, e tranquillizziamo un po’ di persone". Germano Marubbi, assessore al Bilancio della giunta Robbiano, esordisce subito così, col botto. E poi regala una riflessione a tutto campo, da “renziano” militante ma anche da novese doc.

"Scriva pure chiaro e tondo che non ho nessuna intenzione di candidarmi a sindaco di Novi. Così mettiamo un punto fermo, e tranquillizziamo un po? di persone". Germano Marubbi, assessore al Bilancio della giunta Robbiano, esordisce subito così, col botto. E poi regala una riflessione a tutto campo, da ?renziano? militante ma anche da novese doc.

NOVI LIGURE – “Scriva pure chiaro e tondo che non ho nessuna intenzione di candidarmi a sindaco di Novi. Così mettiamo un punto fermo, e tranquillizziamo un po’ di persone”. Germano Marubbi (nella foto), assessore al Bilancio della giunta Robbiano, esordisce subito così, col botto. E poi ci regala una riflessione a tutto campo, da “renziano” militante ma anche da novese doc, innamorato della sua città che pure, per ragioni professionali e di vita, oggi frequenta meno di un tempo. Parliamo di amministrazione locale, e delle scelte effettuate dalla maggioranza in questi anni sul fronte bilancio, ma anche di politica nazionale: e traspare con evidenza che è in quella direzione che Marubbi immagina il suo futuro politico.

— Assessore, lei ormai è considerato il bastian contrario del Pd novese. Un’etichetta che la infastidisce?
“Un’etichetta sbagliata, più che altro. In realtà, se guardiamo a quel che succede altrove, scopriamo che il confronto, all’interno del partito, tra chi voleva e vuole girare pagina e chi no, è ovunque molto acceso. Qui a Novi, però, per ragioni inspiegabili, se ne è fatta quasi una questione personale. Ma non è così: stiamo parlando di politica, e di visioni certo anche fortemente contrapposte”.

— Quindi quel che succederà a Novi il prossimo anno, in termini di valutazioni e scelte all’interno del centro sinistra, dipenderà molto anche dallo scenario nazionale?
“Immagino di sì. E io francamente oggi non vedo alternative rispetto a un “governo di scopo”, che faccia quelle 4 o 5 riforme indispensabili al Paese, a partire dalla riforma elettorale. Per poi tornare a votare. Mi auguro che, nell’ambito del centrosinistra, questo significhi comunque nuove primarie, magari con criteri e modalità un po’ più aperte. Non è un mistero che Matteo Renzi sia figura capace di attrarre il consenso di una parte assai ampia dell’elettorato, e di far uscire il centrosinistra dal suo recinto tradizionale. Del resto come sono andate le ultime elezioni, a guida Bersani, lo abbiamo visto tutti. Oltretutto Renzi, dopo l’esito delle primarie, ha avuto un comportamento correttissimo all’interno del partito. Credo che immaginare una sua prossima leadership del centrosinistra sia tutt’altro che un azzardo”.

— In caso di nuove elezioni politiche, Marubbi ci riproverà?
“Non lo so, a oggi ci sono troppe incognite. Si rivoterà, nel caso, con questa legge elettorale o con un’altra? Si rifaranno le primarie, o si cercherà di ritornare alle urne con le stesse candidature già espresse a febbraio? Francamente mi sono candidato perché credevo, e credo, alla necessità di un cambiamento vero. È andata come è andata, anche perché sono state primarie organizzate davvero di corsa. Comunque è stato importante farle, e parteciparvi”.

— È ufficiale invece: alle primarie cittadine per individuare il candidato sindaco del centrosinistra novese lei non sarà della partita…

“È assolutamente ufficiale, e ribadiamolo con chiarezza. Io non ambisco a fare il sindaco di Novi, per tante ragioni. Innanzitutto sono in consiglio comunale da 19 anni, e assessore da 9. L’anno prossimo chiuderò l’esperienza di amministratore con cifre tonde: 20 e 10 anni. Il ricambio non è una regola che deve valere solo per gli altri, ma in primo luogo per chi lo propone. Accanto alle motivazioni politiche ci sono poi quelle personali: non solo da un po’ di tempo lavoro fuori città, a Milano, ma ci vivo anche. Sto facendo i salti mortali, e volentieri, per tener fede agli impegni, e cerco di non mancare mai a riunioni di giunta e incontri politici novesi, ma mi pare davvero impossibile anche solo pensare a un sindaco di Novi che non viva la città con pienezza”.

— A questo punto, chi appoggerà? Ha un suo candidato?

“Spero davvero che la vecchia logica, di poche persone ritenute a torto o a ragione influenti, che si riuniscono e decidono i candidati, sia morta e sepolta. Chiunque desidera candidarsi deve poterlo fare, mettendoci la faccia e la propria proposta”.

— Marubbi, se lei come amministratore si autorottama, al contempo “boccia” anche le possibili candidature a sindaco di Rocco Muliere e Graziano Moro?

“Non boccio nessuno, ma personalmente dico basta ai candidati di apparato, e alla visione del partito come entità che tutto controlla e determina, grazie alla sua supposta capacità organizzativa e alla sua influenza sul territorio. Costruiamo un’Italia nuova e diversa, per favore: apriamoci alla società civile e alle sue proposte. Ma facciamolo davvero…”

— Che voto darebbe alla giunta di cui fa parte?
“Nessun voto, ma qualche considerazione. Abbiamo ridotto l’indebitamento dell’ente del 25 per cento in pochi anni, nonostante una contrazione costante di risorse che hanno visto altri comuni vivere fasi di sofferenza drammatica. Ma la definizione “comune virtuoso” mi fa ridere, e anche arrabbiare: siamo semplicemente intervenuti sui conti come la legge imponeva. E credo non siano tante le amministrazioni che sono riuscite a ridurre l’Imu sulla prima casa, e a restituire l’addizionale Irpef a tutti coloro con reddito lordo individuale inferiore ai 50 mila euro lordi”.

L’intervista completa è sul Novese in edicola sino a mercoledì 17 aprile.

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