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Restano ancora a Torino i cannoni del Forte
Cambiano i ministri ma la risposta sul trasferimento dei cannoni del Museo nazionale dell'artiglieria di Torino al Forte di Gavi è sempre la stessa. Da Roma nessuno ci sente, così quelle armi, ricanti leffige della Repubblica di Genova e quindi presumibilmente un tempo utilizzati nella fortezza vallemmina, resteranno in un magazzino della caserma Aimone
Cambiano i ministri ma la risposta sul trasferimento dei cannoni del Museo nazionale dell'artiglieria di Torino al Forte di Gavi è sempre la stessa. Da Roma nessuno ci sente, così quelle armi, ricanti l?effige della Repubblica di Genova e quindi presumibilmente un tempo utilizzati nella fortezza vallemmina, resteranno in un magazzino della caserma Aimone
GAVI – Cambiano i ministri ma la risposta sul trasferimento dei cannoni del Museo nazionale dell’artiglieria di Torino al Forte di Gavi è sempre la stessa. Da Roma nessuno ci sente, così quelle armi, ricanti l’effige della Repubblica di Genova e quindi presumibilmente un tempo utilizzati nella fortezza vallemmina, resteranno in un magazzino della caserma Aimone, dove sono chiusi da anni senza essere visibili al pubblico, oppure saranno trasferiti altrove ma non a Gavi.Dopo che due ministri dei Beni culturali, Bondi e Galan, avevano fatto finta di nulla rispetto alla richiesta degli Amici del forte di Gavi, ora il titolare della Difesa nell’attuale governo, Giampaolo Di Paola, ha risposto ma con esiti ugualmente negativi.
L’associazione da anni chiede che nel Forte venga aperta una sede distaccata del museo torinese, visto che i cannoni non sono esposti. L’eventuale trasporto, ha richiesto il sodalizio, dovrà essere a carico del Ministero visto la carenza di fondi.
All’ennesima richiesta, formulata stavolta al ministro del governo Monti, ha risposto il vice capo di gabinetto, il generale Luca Goretti: “Lo smembramento comporterebbe una menomazione al patrimonio e una perdita di prestigio del museo. Le associazioni che sostengono il museo, l’Associazione nazionale artiglieri e gli Amici del Museo dell’artiglieria, potrebbero ritenere inopportuna l’apertura di una nuova sezione. Infine, i cannoni torneranno nel museo non appena sarà terminata la ristrutturazione del Maschio della Cittadella”.
“Eppure – commenta Armando Di Raimondo degli Amici del Forte di Gavi – sono apparsi articoli di giornale a Torino dai quali emerge che mancano i fondi per realizzare gli spazi di cui parla il ministro. Gli Amici del Museo hanno detto chiaramente che i cannoni lasciati nel magazzino della caserma Aimone resteranno dove sono. Oltretutto, la stessa caserma potrebbe essere addirittura venduta e le associazioni che gestiscono il museo stanno cercando già nuovi spazi per questi materiali. Perché non portarli a Gavi?”.