L’indulto evita una multa per appropriazione indebita
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Giampiero Carbone - g.carbone@ilnovese.info  
24 Aprile 2013
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L’indulto evita una multa per appropriazione indebita

L’indulto evita una multa salata a Maria Cristina Ghio, 60 anni, di Voltaggio. La donna è stata ritenuta colpevole del reato di appropriazione indebita dal giudice di Novi. Secondo l’accusa, si sarebbe tenuta i mobili (circa 173 mila euro il valore) fatti arrivare in paese da una coppia di svedesi, Veronica Fronzen e Knut Sundell, e sistemati a Villa Teglia, immobile che i due dovevano inizialmente acquistare dalla Ghio

L?indulto evita una multa salata a Maria Cristina Ghio, 60 anni, di Voltaggio. La donna è stata ritenuta colpevole del reato di appropriazione indebita dal giudice di Novi. Secondo l?accusa, si sarebbe tenuta i mobili (circa 173 mila euro il valore) fatti arrivare in paese da una coppia di svedesi, Veronica Fronzen e Knut Sundell, e sistemati a Villa Teglia, immobile che i due dovevano inizialmente acquistare dalla Ghio

VOLTAGGIO – L’indulto evita una multa salata a Maria Cristina Ghio, 60 anni, di Voltaggio. La donna è stata ritenuta colpevole del reato di appropriazione indebita dal giudice di Novi. Secondo l’accusa, si sarebbe tenuta i mobili (circa 173 mila euro il valore) fatti arrivare in paese da una coppia di svedesi, Veronica Fronzen e Knut Sundell, e sistemati a Villa Teglia, immobile che i due dovevano inizialmente acquistare dalla Ghio.

Versata una consistente caparra, nel 2003 gli scandinavi avevano acquistato i mobili e le avevano fatte arrivare nel paese dell’alta Vallemme. In seguito, però, la coppia rinunciava all’affare. Contattava quindi la Ghio per riavere i beni spediti ma, sostiene l’accusa, la donna o non si è mai fatta trovare o non si è presentata agli appuntamenti fissati. Neppure l’intervento di un legale, incaricato da Fronzen e Sundell, risolveva la situazione: il 6 aprile 2005 l’imputata respingeva la richiesta. Da qui l’esposto querela che ha fatto partire un  procedimento pieno di ostacoli: assenze dei testi, scioperi dei legali e persino l’irreperibilità dei querelanti, chiamati a testimoniare ma introvabili in Svezia, dove sono risultati l’uno sconosciuto, l’altro trasferito. Finalmente, anche grazie alle ricerche dell’Interpol, la coppia è stata rintracciata e un anno fa ha deposto davanti al giudice.

Ieri l’epilogo: il giudice ha condannato la Ghio a 3 mesi e 300 euro di multa, commutati in 3700 euro ma ha dichiarato estinto il reato per indulto, essendo stato commesso prima del 2006. Il pm aveva chiesto 4 mesi e 200 euro.
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