Variante al prg annullata: richiesta danni al Comune?
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Giampiero Carbone - g.carbone@ilnovese.info  
25 Aprile 2013
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Variante al prg annullata: richiesta danni al Comune?

Il Comune di Gavi rischia una richiesta di risarcimento danni dopo che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha emesso il decreto che accoglie il ricorso straordinario della gaviese Luciana Schiavo contro la variante parziale 2008 al piano regolatore.

Il Comune di Gavi rischia una richiesta di risarcimento danni dopo che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha emesso il decreto che accoglie il ricorso straordinario della gaviese Luciana Schiavo contro la variante parziale 2008 al piano regolatore.

GAVI – Il Comune di Gavi rischia una richiesta di risarcimento danni dopo che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha emesso il decreto che accoglie il ricorso straordinario della gaviese  Luciana Schiavo contro la variante parziale 2008 al piano regolatore.

Quell’anno il Consiglio comunale ha approvato la variante per togliere l’edificabilità a diversi terreni, trasformati quindi in aree a verde privato, per assegnarla ad altri nella successiva variante strutturale, approvata poi nel 2011. Una scelta legittima per garantire ad altri il diritto di edificare non sfruttato dai proprietari delle aree non utilizzate da anni ma uno dei cittadini interessati dall’iter avviato nel 2007, Luciana Schiavo appunto, aveva già richiesto sin dal 2006 di poter costruire due fabbricati unifamiliari, era stato avviato l’iter per il rilascio del permesso di costruire e aveva già pagato oltre il 30 per cento degli oneri. A fine 2007, dopo l’adozione della variante, il Comune informava la donna dell’avvio della sospensione della pratica relativa ai permessi di costruire. Le ordinanze di sospensione venivano poi adottate il 20 febbraio 2008.

Luciana Schiavo nel dicembre 2007 presentava le proprie osservazioni alla variante che, come prevede la legge, devono essere portate in discussione in Consiglio comunale per essere accolte o respinte. Invece, nel marzo 2008, in sede di approvazione della variante, questo non è avvenuto. Il Comune le ha giudicate “non pervenute e interpretate come risposta al preavviso di decisione sul procedimento di sospensione del permesso di costruzione”. La minoranza, in quella seduta, intimava alla maggioranza di rispettare le legge ma il sindaco Nicoletta Albano ha tirato dritto. Luciana Schiavo quindi è ricorsa al Capo dello Stato, procedura che prevede un parere del Consiglio di stato, arrivato nel 2010. I giudici hanno considerano accoglibile il ricorso, parere a cui si è attiene il decreto del presidente Napolitano, contro il quale l’amministrazione comunale non potrà presentare ricorso.

La variante viene quindi annullata per la parte che riguarda il terreno della ricorrente, che a questo punto torna edificabile. Inoltre, vengono annullate anche le ordinanze di sospensione del rilascio dei permessi di costruire emanata dal Comune nel febbraio 2008, permessi che tornano quindi in vigore.


Il Comune, che aveva restituito gli oneri, sulla carta dovrebbe quindi richiederli formalmente alla proprietaria del terreno, ma rischia anche di vedersi arrivare una richiesta danni dalla stessa. Per la stessa vicenda il sindaco Albano era stata indagata dalla Procura per abuso d’ufficio e falso, in base a un esposto della Schiavo, per non aver portato in Consiglio le osservazioni alla variante e avere scritto nella delibera che queste non erano state presentate. Mentre il Capo dello Stato ha considerato tale comportamento illegittimo, per il giudice per le indagini preliminari di Alessandria tutto si è svolto regolarmente, tanto che Albano è stata prosciolta nel 2012.
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