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Comunità Montane, nomina dei commissari liquidatori in due fasi
Nomina dei commissari liquidatori delle Comunità montane in due fasi. Lo annuncia lassessore regionale agli enti locali Riccardo Molinari (Lega Nord) dopo un incontro a Torino fra sindacati e amministratori degli enti montani, chiusi ufficialmente dal 31 marzo ma operativi nellerogazione dei servizi fino alla liquidazione.
Nomina dei commissari liquidatori delle Comunità montane in due fasi. Lo annuncia l?assessore regionale agli enti locali Riccardo Molinari (Lega Nord) dopo un incontro a Torino fra sindacati e amministratori degli enti montani, chiusi ufficialmente dal 31 marzo ma operativi nell?erogazione dei servizi fino alla liquidazione.
TORINO – Nomina dei commissari liquidatori delle Comunità montane in due fasi. Lo annuncia l’assessore regionale agli enti locali Riccardo Molinari (Lega Nord) dopo un incontro a Torino fra sindacati e amministratori degli enti montani, chiusi ufficialmente dal 31 marzo ma operativi nell’erogazione dei servizi fino alla liquidazione. I commissari, secondo la legge regionale che lo scorso anno ha cancellato gli enti montani, avrebbero dovuto insediarsi a partire dal 31 marzo. Molinari (Lega Nord) , nominato in giunta il 20 marzo al posto di Elena Maccanti, aveva annunciato la pubblicazione dei nomi per fine aprile ma il bando per la scelta di coloro che ricopriranno questi ruoli non ci sarà ancora.
Dice l’assessore: “Puntiamo a una nomina in due tempi. Nelle Comunità montane dove c’è già un accordo di massima sulla suddivisione dei beni, dei mutui e crediti degli enti montani il commissario sarà indicato a breve e svolgerà in sostanza solo un ruolo di notaio. Altrove, dove c’è ancora conflittualità su questi argomenti, la nomina avverrà più avanti, in attesa di un’auspicata intesa tra i Comuni e gli amministratori delle Comunità”. Molinari sostiene che il bando dovrebbe essere valutato a breve dalla giunta regionale e quindi essere pubblicato . I commissari, almeno i primi, potrebbero quindi essere nominati entri metà maggio, indicativamente. Una soluzione che non manca di far discutere.
Nella Appennino Aleramico Obertengo fra i beni proprietà della Comunità montana ci sono la Cantina di Lerma, il centro polifunzionale di Mornese e un capannone a Cartosio.
Secondo il presidente del Consiglio Dino Angelini, “la frammentazione tra Unioni montane e convenzioni (che rischiano, quest’ultime, di non avere la deroga dalla Regione essendo sotto i 3 mila abitanti) porterà il commissario a vendere i beni per pagare i mutui e a mettere i dipendenti in mobilità. Positiva la proposta di Molinari: va trovato non solo un accordo su chi sarà il proprietario ma soprattutto fra i Comuni e creare, almeno per gli 11 Comuni della ex Alta Val Lemme Alto Ovadese, un’Unione montana unica, che possa quindi ereditare gli immobili e tutto il resto”.
Nella Terre del Giarolo l’assessore al bilancio Natalino Ormelli considera la possibile proroga dei commissari “il meno peggio. La frittata è già stata fatta con questa legge sbagliata che ha creato questa situazione confusa”.
Roberto Mandirola, sindaco di Brignano Frascata, Comune che ha stipulato una convenzione delle funzioni con altri 10 Comuni della Val Curone, si dice “basito”: “Doveva esserci un bando entro fine aprile, invece tutto rinviato. Insieme agli sindaci attendevamo a breve il commissario proprio per capire come si sarebbe mosso per beni come il golf di Momperone, i rifugi di Fabbrica e altri, ma anche per gli automezzi della Comunità montana. Ritengo tocchi al commissario fare un controllo dei beni e non ai sindaci e agli amministratori della Terre del Giarolo, visto che non è il loro compito”.