Potenziamento del metanodotto, l’ok della Regione
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Giampiero Carbone - g.carbone@ilnovese.info  
2 Maggio 2013
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Potenziamento del metanodotto, l’ok della Regione

La data non c’è ancora ma l’avvio dei cantieri del potenziamento del metanodotto Gavi-Pietralavezzara dovrebbe avvenire fra non molto. La Regione ha infatti messo il timbro finale sull’ok al progetto che in realtà prevede la costruzione di una nuova condotta poiché di quella attuale verranno sostituiti 26 km su 33, creando un enorme cantieri in alta Vallemme

La data non c?è ancora ma l?avvio dei cantieri del potenziamento del metanodotto Gavi-Pietralavezzara dovrebbe avvenire fra non molto. La Regione ha infatti messo il timbro finale sull?ok al progetto che in realtà prevede la costruzione di una nuova condotta poiché di quella attuale verranno sostituiti 26 km su 33, creando un enorme cantieri in alta Vallemme

GAVI – La data non c’è ancora ma l’avvio dei cantieri del potenziamento del metanodotto Gavi-Pietralavezzara dovrebbe avvenire fra non molto. La Regione ha infatti messo il timbro finale sull’ok al progetto che in realtà prevede la costruzione di una nuova condotta poiché di quella attuale verranno sostituiti 26 km su 33, creando un enorme cantieri in alta Vallemme.

La giunta regionale la settimana scorsa ha approvato la delibera proposta dagli assessori Agostino Ghiglia (Energia) e Roberto Ravello (Ambiente) con all’oggetto il giudizio positivo di compatibilità ambientale sul progetto di Snam Rete Gas, presentato nel 2008 e oggetto di non poche contestazioni per l’impatto ambientale che avrà sul territorio nelle numerose conferenze dei servizi svoltesi a Torino e non solo.

La condotta esistente è considerata dalla società obsoleta e non in grado di soddisfare la richiesta di metano verso Genova. La nuova tubazione Eviterà quasi tutti i centri abitati della valle (Gavi, Carrosio, Voltaggio) fino a Pietralavezzara, in Liguria, ma interesserà parte dei vigneti del Gavi e per numerose volte attraverserà il corso del Lemme. Un aspetto che riguarda i proprietari dei terreni è la nuova servitù, che da 16 passerà a 40 metri, fascia entro la quale non si potrà costruire.

Nel 2008 Snam Rete Gas aveva annunciato l’entrata in funzione del metanodotto nel 2012 ma le numerose contestazioni, anche dai Comuni, hanno allungato i tempi. A opporsi alla proposta della società del gruppo Eni Legambiente, il Forum dell’alta Val Lemme e le associazioni locali dei pescatori, preoccupate per i potenziali danni al Lemme e ai pesci. Respinta la proposta di spostare parte del tracciato in modo da evitare il Lemme.  

L’ok della Regione è stato subordinato “al rispetto di precise condizioni riguardanti la limitazione delle emissioni in atmosfera e l’impatto acustico, la salvaguardia dei beni culturali e paesaggistici nonché delle acque superficiali e sotterranee, la tutela della vegetazione, dell’ambiente rurale e dell’ittiofauna”. In totale, 55 le prescrizioni richieste alle quali dovrà attenersi Snam Rete Gas.

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