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Consulta Bioetica, la riflessione sulla violenza alle donne
Profonda riflessione sulle molte dimensioni della violenza sulle donne durante la due giorni del Convegno Nazionale della Consulta di Bioetica, che è stato ospitato lo scorso fine settimana a Novi. Tra i temi trattati anche quello della legge 194 e dell'obiezione di coscienza
Profonda riflessione sulle molte dimensioni della violenza sulle donne durante la due giorni del Convegno Nazionale della Consulta di Bioetica, che è stato ospitato lo scorso fine settimana a Novi. Tra i temi trattati anche quello della legge 194 e dell'obiezione di coscienza
NOVI LIGURE – Profonda riflessione sulle molte dimensioni della violenza sulle donne durante la due giorni del Convegno Nazionale della Consulta di Bioetica, che è stato ospitato lo scorso fine settimana a Novi. Durante la prima giornata il tema è stato legato al teatro e alla drammaturgia e tra gli interventi più rilevanti si è distinto quello di Margherita Rubino, docente a Genova di Teatro e Drammaturgia dell’Antichità, che ha aperto con la sua Lectio magistralis con sottolineando come nella storia vi sia stato il primato della scrittura maschile, ovvero della rappresentazione di figure femminili attuate da autori maschili, che è durato 2400 anni.Sul tema della crisi dell’identità maschile, a partire dalla vergogna per “limiti personali”, emersi nell’affrontare la vita di coppia, si è sviluppata, poi, la Lectio magistralis di Eugenio Lecaldano dell’Università di Roma. Lecaldano auspica quindi l’affermazione crescente.
Tra gli altri temi toccati quello dell’obiezione di coscienza alla legge 194 (interruzioni di gravidanza): un caso eclatante di violenza contro le donne. “Non tanto perché nega il diritto delle stesse all’autodeterminazione, ma perché trascura il dovere morale del medico di rispondere a chi chiede un aiuto in una situazione di gravissima difficoltà. Dobbiamo chiedere al medico di relazionarsi alla donna che ha di fronte”, è stato detto.
In conclusione, però, è arrivata una riflessione dai membri della consulta novese di bioetica ed in particolare dal Guido Marenco: “Dividere gli esseri umani in modo secco tra maschi egoisti e raziocinanti e donne benevole e straripanti di buoni sentimenti, non corrisponde alla realtà concreta. Anche gli uomini, talvolta, sanno amare in maniera diversa dai gelosi possessivi che trattano le donne come bambole, e forse è vero che ci sono donne che trattano gli uomini come fossero bamboli”.