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Processo Simaf, ennesima udienza
"Mi avvalgo della facoltà di non rispondere": il geometra Franco Balostro è rimasto pochi minuti, ieri, nell'aula del tribunale di Novi. Avrebbe dovuto testimoniare nell'ennesima udienza del proceso Simaf, ma ha preferito non rispondere alle domande del pm Giancarlo Vona
"Mi avvalgo della facoltà di non rispondere": il geometra Franco Balostro è rimasto pochi minuti, ieri, nell'aula del tribunale di Novi. Avrebbe dovuto testimoniare nell'ennesima udienza del proceso Simaf, ma ha preferito non rispondere alle domande del pm Giancarlo Vona
NOVI LIGURE – “Mi avvalgo della facoltà di non rispondere”: il geometra Franco Balostro è rimasto pochi minuti, ieri, nell’aula del tribunale di Novi. Avrebbe dovuto testimoniare nell’ennesima udienza del proceso Simaf, ma ha preferito non rispondere alle domande del pm Giancarlo Vona.Gli imputati sono l’imprenditore Giovanni Repetti, l’architetto Agostino Dellacasa, Paolo Ravera e Maria Rosa Serra, dirigenti del Comune, accusati a vario titolo di falsità ideologica e abuso edilizio per la costruzione del palazzo di 7 piani di via Pietro Isola. Secondo l’accusa c’è stata frode poiché l’edificio non doveva superare la cubatura dell’ex Consorzio Agrario, poi abbattuto.
Alla base dell’indagine una convenzione tra il Comune e la Simaf: la societa’ poteva abbattere l’edificio e lasciare per 6 mesi all’amministrazione comunale la disponibilità dell’area come parcheggio durante i lavori del Movicentro, alla stazione ferroviaria, che stavano togliendo posti auto. In cambio avrebbe poi costruito 12 mila metri cubi di terziario e 500 di residenziale, troppi, secondo l’accusa, rispetto alla volumetria dell’ex Consorzio.
Balostro è una figura chiave nella vicenda poiché era stato incaricato da Repetti di stimare le volumetrie del vecchio edificio, non verificate dal Comune, secondo l’accusa. Presso il professionista, durante le indagini partite da un esposto anonimo, era stato trovato un foglio sul quale aveva indicato la cubatura. La scorsa udienza non era stato ascoltato poiché, essendo stato indagato e poi prosciolto nella stessa vicenda, avrebbe dovuto essere assistito da un legale. Ieri, nonostante fosse accompagnato dall’avvocato Alberto Mazzarello, ha preferito rimanere a bocca chiusa.
Sia il pm che le difese (Luca Gastini, Giulia Boccassi, Giuseppe Cormaio, Alessandro Reale) hanno chiesto al giudice di poter depositare le dichiarazioni del geometra rilasciate agli investigatori durante le indagini.
Ascoltati, tra gli altri, anche due consulenti tecnici della difesa, incaricati di stimare l’originaria volumetria dell’ex Consorzio. L’ingegner Cassatella si è scontrato con il pm, il quale ha rilevato che nella sua relazione sono stati conteggiati anche i volumi dei portici, “gonfiando” quindi le cifre per far apparire corretta la volumetria del nuovo palazzo, nonostante il regolamento edilizio comunale non consideri “volumi” i porticati. Sia Cassatella sia l’architetto Rosanna Carrea hanno sostenuto che le stime vanno fatte in base alle regole del periodo in cui l’ex Consorzio è stato costruito, in parte nell’800, il resto nel secondo Dopoguerra. Da ascoltare altri consulenti ma il processo rischia di finire in prescrizione.