Comunita’ Montane, slitta ancora la nomina dei commissari
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Giampiero Carbone - g.carbone@ilnovese.info  
11 Maggio 2013
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Comunita’ Montane, slitta ancora la nomina dei commissari

Da maggio a giugno, slitta ancora la nomina dei commissari che la Regione deve indicare per la liquidazione delle Comunità montane. Gli enti sono ufficialmente “chiusi” dal 31 marzo scorso ma gli amministratori in carica dal 2010 sono ancora al loro posto, tra mille incertezze.

Da maggio a giugno, slitta ancora la nomina dei commissari che la Regione deve indicare per la liquidazione delle Comunità montane. Gli enti sono ufficialmente ?chiusi? dal 31 marzo scorso ma gli amministratori in carica dal 2010 sono ancora al loro posto, tra mille incertezze.

TORINO – Da maggio a giugno, slitta ancora la nomina dei commissari che la Regione deve indicare per la liquidazione delle Comunità montane. Gli enti sono ufficialmente “chiusi” dal 31 marzo scorso ma gli amministratori in carica dal 2010 sono ancora al loro posto, tra mille incertezze.

Nell’incontro avvenuto giovedì a Momperone con i 13 sindaci della Val Curone che hanno aderito alla convenzione delle funzioni, abbandonando l’ipotesi, non ancora concretizzata, di creare un’Unione montana sulla falsariga della Comunità Terre del Giarolo, è emerso che i comissari dovrebbe essere nominati entro un mese. “L’assessore regionale agli enti locali Riccardo Molinari – fa sapere il sindaco di Brignano Frascata Roberto Mandirola – ha annunciato la nomina dei commissari delle Comunità montane a giugno. Tramite bando saranno scelte personalità super partes”. Dovrebbe quindi tramontare l’ipotesi, almeno per la Terre del Giarolo, si prolungare i tempio della nomina in attesa di trovare un accordo tra i 30 sindaci sulla suddivisione di beni, crediti e debiti. Secondo quanto emerso dall’incontro, proprio le divisioni tra gli amministratori e alcune situazioni discutibili, come per il golf di Momperone (720 mila euro di crediti atessi dalla Comunità montana e la struttura rischia di chiudere poiché alcuni terreni del green non risultano essere stati acquistati dall’ente)  avrebbero convinto Molinari a non allungare i tempi.

Intanto, in Vallemme Voltaggio, Fraconalto, Carrosio e Parodi attendono ancora la deroga della Regione alla loro convenzione delle fuzioni. Lo scorso anno i 4 Comuni hanno decido associarsi pur avendo solo 2350 abitanti, ben al di sotto del minimo di 3 mila indicato dalla legge regionale. Impossibile trovare accordi con i “vicini” della ormai ex Comunità montana Appennino Aleramico Obertengo, “balcanizzata” in tante nuove aggregazioni.

“La deroga – spiega Bruno Merlo, vicesindaco di Parodi – non è ancora arrivata ma solo perchè la pratica è da approfondire da parte della Regione. Pur essendo al di sotto dei limiti, i 4 Comuni possiedono alcune peculiarità contemplate nella legge al fine di ottenere la deroga: tutti facciamo parte di un bacino naturale, cioè la Val Lemme e soprattutto non abbiamo possibilità di aggregarci con altri per aumentare il totale dei residenti”. Il Comune di Bosio, che ha creato un’Unione montanta con Belforte, Casaleggio, Lerma e Montaldeo, ha respinto formalmente la richiesta di Voltaggio, Fraconalto, Carrosio e Parodi, i quali stanno tentando un approccio con Mornese, che con i suoi circa 700 residenti risolverebbe ogni problema. Nei mesi passati Mornese aveva però deciso di allearsi con Tagliolo, Molare e Cassinelle.

“Se anche volessimo metterci con Gavi (associato a San Cristoforo, ndr) – prosegue Merlo – perderemmo la montanità poiché è un Comune collinare con una popolazione nel complesso più grande di tutti i 4 Comuni. Attendiamo con fiducia la Regione, sperando non siano troppo fiscali”.

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