Depuratore, assolti dall’accusa di gestione non autorizzata di rifiuti
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Giampiero Carbone - g.carbone@ilnovese.info  
15 Maggio 2013
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Depuratore, assolti dall’accusa di gestione non autorizzata di rifiuti

Il giudice ha riconosciuto di fatto che il “vaglio” non è un rifiuto speciale ma semplicemente un rifiuto solido urbano da smaltire in discarica”: così l'avvocato Carlotta Gribaudi, dello studio Lageard di Torino, commenta l'assoluzione del suo cliente Attilio Ferrero, 78, titolare della Ferrero Costruzioni di Ceva, nel processo che si è chiuso ieri a Novi

Il giudice ha riconosciuto di fatto che il ?vaglio? non è un rifiuto speciale ma semplicemente un rifiuto solido urbano da smaltire in discarica?: così l'avvocato Carlotta Gribaudi, dello studio Lageard di Torino, commenta l'assoluzione del suo cliente Attilio Ferrero, 78, titolare della Ferrero Costruzioni di Ceva, nel processo che si è chiuso ieri a Novi

NOVI LIGURE – “Il giudice ha riconosciuto di fatto che il “vaglio” non è un rifiuto speciale ma semplicemente un rifiuto solido urbano da smaltire in discarica”: così l’avvocato Carlotta Gribaudi, dello studio Lageard di Torino, commenta l’assoluzione del suo cliente Attilio Ferrero, 78, titolare della Ferrero Costruzioni di Ceva (Cn), nel processo che si è chiuso ieri a Novi. Erano imputati anche Lorenzo Repetto, 67 anni, ex presidente del Consorzio Acque Reflue di Basaluzzo e Giovanni Coscia, 72, di Novi Ligure, presidente di Acos Ambiente. Tutti erano accusati di gestione di rifiuti non autorizzata presso il depuratore di Basaluzzo, gestito dalla Ferrero Costruzioni.

Tutto era partito dalle segnalazioni sui cattivi odori rilevati nel vicino territorio di Capriata d’Orba, in località Iride, nel 2007. In seguito agli esposti dei residenti era partite le indagini condotte dai carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (Noe). Durante un sopralluogo al depuratore di Basaluzzo era emerso che i rifiuti solidi che si fermavano sulla griglia della condotta delle acque reflue, tecnicamente chiamati “vaglio” e considerati rifiuti speciali, venivano gettati in un cassone insieme ai rifiuti solidi urbani e destinati alla discarica di Novi, invece di essere smaltiti separatamente come prevede la legge. Acos Ambiente era l’azienda che si era occupata del trasporto dei rifiuti. A carico degli imputati non tanto un danno all’ambiente ma l’accusa di aver risparmiato sui costi dello smaltimento dei rifiuti speciali.

Una tesi che non ha però convinto neppure l’accusa: il pubblico ministero Luca Ragalzi ha ieri a Novi chiesto, come i difensori, l’assoluzione per tutti. Il giudice Gianluigi Zulian ha quindi assolto Repetto, Coscia e Ferrero perchè il fatto non sussiste.

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