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‘Cociv non rinnovi la pubblica utilita’ del progetto Terzo Valico’
Arquata chiede che non venga rinnovata la pubblica utilità del progetto del Terzo Valico. Lamministrazione comunale lo ha fatto inviando le proprie osservazioni a Italferr, società del gruppo Fs che si occupa della richiesta presentata nei mesi scorsi da Cociv al governo in base alla delibera del Cipe del 2006, con la quale il progetto definitivo era stato approvato
Arquata chiede che non venga rinnovata la pubblica utilità del progetto del Terzo Valico. L?amministrazione comunale lo ha fatto inviando le proprie osservazioni a Italferr, società del gruppo Fs che si occupa della richiesta presentata nei mesi scorsi da Cociv al governo in base alla delibera del Cipe del 2006, con la quale il progetto definitivo era stato approvato
ARQUATA SCRIVIA – Arquata chiede che non venga rinnovata la pubblica utilità del progetto del Terzo Valico. L’amministrazione comunale lo ha fatto inviando le proprie osservazioni a Italferr, società del gruppo Fs che si occupa della richiesta presentata nei mesi scorsi da Cociv al governo in base alla delibera del Cipe del 2006, con la quale il progetto definitivo era stato approvato.Grazie alla pubblica utilità Cociv può, fra l’altro, eseguire gli espropri, finora portati a termine a Fraconalto, Voltaggio e Carrosio e invece impediti negli altri Comuni interessati dal primo lotto dei lavori, cioè Serravalle, Arquata e Gavi. Già rinnovata per due anni in passato, la dichiarazione scade il 25 agosto e Cociv ha avviato la procedura per il secondo rinnovo.
L’8 maggio scorso sono scaduti i termini per la presentazione delle osservazioni. Il sindaco Paolo Spineto ha inviato un documento nel quale si evidenzia come «il contestato economico in cui era stato pensato il progetto del Terzo Valico, nel 1992, era profondamente differente dall’odierno, tanto da prevedere una crescita del porto di Genova del 18% che avrebbe portato alla saturazione delle linee ferroviarie esistenti, oggi in realtà ferma all’1,5-2%».
Sulle due linee dei Giovi, ricorda il primo cittadino, oggi transitano due treni merci al giorno, pari a 96 container, a fronte di un potenziale di 150 e di oltre 2 milioni di container, senza contare la presenza dei porti di Savona e La Spezia con le relative linee ferroviarie.
Nel documento inviato a Italferr si sostiene che “appare poco credibile sostenere che una linea Genova-Tortona divisa in lotti non funzionali di incerto finanziamento possa un giorno arrivare a Rotterdam. La divisione in lotti non garantisce neppure il rispetto delle prescrizioni del Cipe e, rispetto al progetto definitivo, è stata considerata da Regione, Provincia e Comuni, carente, incompleta, inesatta e poco esaustiva nei confronti nei confronti delle tematiche territoriali”.
Le osservazioni ricordano che lo stesso Cociv scrive: “Una visione completa di come sarà il progetto esecutivo si avrà solo con il completamento della progettazione”. Citati infine i rischi per la salute dei cittadini derivanti dall’amianto e dall’inquinamento e per le fonti degli acquedotti. Anche l’associazione Amici delle Ferrovie e dell’Ambiente (Afa) ha presentato analoga richiesta a Italferr.