Lettera della Corte dei Conti all’esame del Consiglio
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Giampiero Carbone - g.carbone@ilnovese.info  
28 Maggio 2013
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Lettera della Corte dei Conti all’esame del Consiglio

La lettera inviata dalla Corte dei Conti al Comune di Novi sarà all'esame del consiglio comunale il prossimo 3 giugno, dopo il rinvio della seduta, motivato dall'iter della variante parziale al piano regolatore, riferita ai capannoni di strada del Turchino

La lettera inviata dalla Corte dei Conti al Comune di Novi sarà all'esame del consiglio comunale il prossimo 3 giugno, dopo il rinvio della seduta, motivato dall'iter della variante parziale al piano regolatore, riferita ai capannoni di strada del Turchino

NOVI LIGURE – “Il Comune di Novi Ligure adotta modalità di stanziamento in bilancio e accertamento delle risorse derivanti dal recupero dell’evasione e dalle sanzioni che non rispondono a corretti principi di sana gestione contabile e che sono idonei ad alterare la rappresentazione dell’effettivo equilibrio del bilancio e del rispetto del patto di stabilità”. La sezione regionale di controllo della Corte dei Conti va giù dura nei confronti dell’amministrazione comunale novese nella lettera inviata all’ente a fine aprile, all’esame del Consiglio comunale il 3 giugno dopo il rinvio della seduta di lunedì scorso, motivato dall’iter della variante parziale al piano regolatore riferita ai capannoni della strada del Turchino.

La Corte dei Conti riconosce al Comune di Novi Ligure di aver avviato un’azione di risanamento ma a partire dal 2011 l’ente “ha difficoltà nella gestione della cassa poiché utilizza ampiamente lo strumento dell’anticipazione di tesoreria (cioè una richiesta alla banca di anticipare i soldi, ndr) e ha conservato, nonostante le cancellazioni effettuate, residui attivi relativi al 2007 e agli esercizi precedenti, in ordine all’effettiva sussistenza dei quali è ragionevole dubitare”. Proprio sui residui attivi, cioè sui crediti non riscossi che rischiano, se indicati, di “gonfiare” il bilancio, i magistrati torinesi rilevano che già nell’analisi del rendiconto 2011, lo scorso anno, il Comune era stato invitato a verificare l’effettiva esigibilità di tali somme, “ma l’ente ha ottemperato solo in parte”.

La Corte dà atto al Comune di aver migliorato negli anni la situazione di cassa (passata da -2,5 milinoi nel 2008 a +2,6 nel 2012) ma lo bacchetta sulle eccessive previsioni di incasso delle multe per violazione del codice della strada e del recupero dell’evasione dei tributi. Per quest’ultima voce, nel 2011 era stato previsto un incasso di 710 mila euro ma ne sono stati riscossi solo 25 mila.

Sulle multe, a fronte di una previsione di 601 mila euro, la riscossione è stata di soli 432 mila. Rispetto al 2012, il Comune ha già fatto sapere alla Corte di aver previsto 786 mila euro, poi ridotti a 321 mila, con un incasso effettivo di 73 mila euro. L’amministrazione comunale, scrivono i giudici contabili, a partire dal 2013, recependo le indicazioni della Corte, iscriverà a bilancio solo i proventi delle multe “con prudenza”, mentre quelli provenienti dall’evasione tributaria saranno indicati solo dopo l’effettivo accertamento.

In sede di bilancio di previsione, ha stabilito la Corte, il Comune indichi le sole risorse che prevede di accertare in base a criteri di ragionevolezzaLa seduta di lunedì 3 giugno si terrà alle 21.

 

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