Manuela Repetti: ‘I novesi hanno voglia di cambiare’
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Manuela Repetti: ‘I novesi hanno voglia di cambiare’

La senatrice del Pdl in un'intervista a tutto tondo, dalla situazione politica italiana al futuro di Novi: 'Nel 2009 abbiamo perso una grande occasione, ma ci sono tutte le condizioni per riprovarci, per dare alla città un nuovo inizio'

La senatrice del Pdl in un'intervista a tutto tondo, dalla situazione politica italiana al futuro di Novi: 'Nel 2009 abbiamo perso una grande occasione, ma ci sono tutte le condizioni per riprovarci, per dare alla città un nuovo inizio'

NOVI LIGURE – «Sarà Muliere il candidato sindaco del centrosinistra, come si dice in giro? È un politico preparato e una persona che stimo. Ma nei prossimi mesi mi sa che a Novi il cambiamento arriverà davvero: già la volta scorsa abbiamo perso un’occasione straordinaria, non mi ci faccia ripensare». Incontriamo Manuela Repetti in una ventosa mattinata di sole. La senatrice novese del Pdl (e coordinatrice provinciale del partito) è appena rientrata da Roma, dove sta vivendo questo “strano” inizio di legislatura, fondato sull’alleanza («assolutamente una tantum, mi creda») tra Pd, Scelta Civica e Pdl. Repetti ci concede una conversazione a tutto campo, che va dallo scenario nazionale, fino alla sfida delle comunali novesi del 2014.

— Se la sarebbe aspettata, un’alleanza di governo tra Pdl e Pd? E può durare?
«Credo che, considerata la situazione di emergenza reale che il Paese sta vivendo, non ci fossero altre vie d’uscita. Berlusconi ha dimostrato ancora una volta grande lungimiranza e senso di responsabilità. Certo, per chi per vent’anni ha coltivato il proprio elettorato a pane e odio nei confronti dell’avversario, diventa difficile spiegare certe scelte. Mentre il nostro elettorato ha ben compreso la situazione: questo è il momento della responsabilità. Poi torneremo alla battaglia politica».

— Senatrice, quali sono i passi essenziali per salvare l’Italia dal baratro?
«Nel baratro ancora non ci siamo precipitati e spero davvero che si riesca a evitarlo, con l’impegno di tutti. Credo che il premier Letta bene abbia fatto a partire dall’Europa, poiché è indispensabile ottenere la revisione degli accordi sui vincoli di bilancio, per ridare fiato all’economia. È quello il passo essenziale, per far sì che le imprese italiane possano ricominciare a crescere, creando un circuito virtuoso che ci consenta di uscire dalla spirale recessiva».

— Sull’Imu lo scontro è solo rimandato all’autunno?
«Spero di no, nel senso che noi abbiamo espresso al riguardo una posizione chiara: la prima casa degli italiani non si tocca, anche perché in realtà su di essa gravano già diverse altre tasse dirette e indirette. E poi l’Imu ha sì portato risorse nelle casse statali, ma ha anche contribuito in maniera determinante al crollo del mercato immobiliare ed edilizio».

— Ma allora le risorse per mantenere la macchina pubblica dove si dovrebbero andare a prendere?
«La macchina pubblica va alleggerita, rapidamente, senza farsi bloccare dai tanti interessi corporativi e veti contrapposti. Le Province a mio avviso vanno eliminate, così come sono necessarie razionalizzazioni tra i comuni di piccole dimensioni. Dal centro devono arrivare indicazioni chiare su cosa fare: come ripartire ruoli, competenze e personale. Naturalmente, in parallelo si devono attuare le riforme istituzionali».

— La prossima primavera ci attendono appuntamenti elettorali importanti, tra cui Novi: non è che il centrodestra prepara la candidatura a sindaco del senatore Bondi o della senatrice Repetti?
«Assolutamente no, sia Sandro che io siamo impegnati su un altro fronte. Ma sarò presente, in qualità di segretario provinciale, per cercare di agevolare il dialogo e il confronto fra le diverse anime del centro destra, per un progetto e un candidato comune. Nel 2009 abbiamo perso una grande occasione, commettendo gravi errori di valutazione di cui mi assumo la responsabilità. Ma ci sono tutte le condizioni per riprovarci, per riuscire nell’impresa di dare a Novi un nuovo inizio e una svolta. Soprattutto se il Pd continuerà a metterci del suo per perdere consenso».

— Però a oggi il centrodestra novese appare frammentato e con tensioni interne: tanto che alcuni immaginano già un ballottaggio tra centrosinistra e Movimento 5 Stelle…
«Le tensioni le supereremo, ne sono certa. Partiamo dalla pessima prova offerta dalla giunta Robbiano, che in questo secondo mandato davvero ha abbandonato la città a sé stessa. Sa che qui, davanti a casa nostra, dobbiamo provvedere da soli, come residenti della via, a pulire la strada comunale? Novi è davvero completamente trascurata. Non credo che i novesi siano soddisfatti dell’attuale stato di cose, neppure gli elettori del centrosinistra. Quanto ai 5 Stelle: io sono sempre favorevole al dialogo, ma finora ho constatato, almeno a livello parlamentare, che il movimento di Grillo non ha nessuna intenzione di confrontarsi responsabilmente. Per questo credo che, con un’alleanza di centrodestra ampia, che comprenda anche la Lega, oltre ai diversi movimenti e associazioni attivi in città, nel 2014 si possa arrivare a un cambiamento epocale».

— Senatrice Repetti, le “larghe intese” romane fra Pdl e Pd porteranno a scenari inediti anche in provincia? Già si parla di alleanza per le comunali tortonesi…

«Francamente lo escluderei: il percorso del governo Letta è davvero una tantum, legato a una situazione di emergenza. Pdl e Pd sono portatori di progetti politici e di valori troppo diversi per convivere stabilmente. Non voglio entrare nell’ambito di scelte che devono partire dai singoli territori e da chi ci opera: ma a Tortona il nostro sindaco, Berutti, ha fatto benissimo, partendo da una situazione di grande difficoltà. Sono certa che gli elettori lo abbiano compreso e che lo dimostreranno al voto. Senza dover ricorrere alle larghe intese».

 L’intervista completa è sul Novese in edicola fino a mercoledì 5 giugno

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