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Cementir: “forno chiuso entro fine mese”. In 40 a rischio
Preoccupazione ad Arquata per le sorti dello stabilimento Cementir. Ieri i vertici aziendali hanno annunciato la decisione di spegnere il forno, entro il prossimo 30 giugno. Potrebbe restare solo l'attività di macinazione, ma con 40 addetti in meno
Preoccupazione ad Arquata per le sorti dello stabilimento Cementir. Ieri i vertici aziendali hanno annunciato la decisione di spegnere il forno, entro il prossimo 30 giugno. Potrebbe restare solo l'attività di macinazione, ma con 40 addetti in meno
ARQUATA SCRIVIA – Preoccupazione ad Arquata per le sorti dello stabilimento Cementir. Ieri i vertici aziendali hanno annunciato la decisione di spegnere il forno, entro il prossimo 30 giugno. I sindacati chiedevano da tempo di conoscere i piani industriali relativi allo stabilimento di Arquata. Ora la risposta è arrivata ed è tutt’altro che positiva: “l’azienda ci ha comunicato ufficialmente che intende fermare l’attività del forno (riattivato solo da qualche anno, dopo un lungo fermo, ndr) entro la fine del mese di giugno. Ora – spiegano i delegati Cgil, Cisl e Uil Massimiliano Coliandro, Maurizio Bailo e Alessandro Merlo – si potrebbero aprire due ipotesi: o chiude lo stabilimento, lasciando a casa i settanta dipendenti, oppure viene mantenuta l’attività di macinazione, garantendo il posto ad almeno una trentina di addetti”. Innegabile la crisi del settore edile, che ha colpito duro tutta la filiera. Durante la riunione in Confindustria si sarebbe però aperto un piccolo spiraglio, legato all’avvio dei lavori del terzo valico dei Giovi: potrebbe essere valutata la possibilità di una riconversione dello stabilimento per la fornitura di conci, un manufatto utilizzato nei cantieri. I sindacati chiedono però maggiore chiarezza: “ci sono ancora troppe incognite. Noi chiediamo un piano industriale preciso e chiaro, non ipotesi legate all’avvio dei lavori dell’alta velocità”, dice il sindacalista Fillea Cgil.
Contemporaneamente, i sindacati intendono anche coinvolgere la politica: “chiederemo all’amministrazione comunale una presa di posizione forte: i lavoratori Cementir non possono essere abbandonati a loro stessi”.
Il dubbio difficile da allontanare – e che era emerso in una recente riunione della commissione consiliare aperta ai lavoratori e ai rappresentanti – è che le vicende processuali per inquinamento, tuttora in corso, che hanno visto coinvolta la dirigenza dello stabilimento, abbiano in qualche modo pesato sulla scelta aziendale. Un’ipotesi tuttavia respinta dal comitato di cittadini che ha promosso la causa: “il problema sta nel mal funzionamento del forno – dice uno dei portavoce del comitato – non certo sulle nostre richieste di una maggiore tutela per l’ambiente”. Cementir è anche in attesa del rinnovo dell’autorizzazione integrata ambientale scaduta a marzo. La prima conferenza dei servizi è fissata per il 18 giugno.