Campo base Terzo Valico, la questione e’ aperta
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Giampiero Carbone - g.carbone@ilnovese.info  
13 Giugno 2013
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Campo base Terzo Valico, la questione e’ aperta

Il Cociv parla di ridurre l'area destinata ad ospitare i cinquecento operai del cantiere, prevista in prossimita' dei depositi di carburante della Sigemi, ma il Comune potrebbe propendere per l'eliminazione

Il Cociv parla di ridurre l'area destinata ad ospitare i cinquecento operai del cantiere, prevista in prossimita' dei depositi di carburante della Sigemi, ma il Comune potrebbe propendere per l'eliminazione

ARQUATA SCRIVIA – Cociv è pronto a ridurre l’area del capo base Piemonte 3 (Cbp3) ma il Comune potrebbe addirittura eliminarne la previsione. L’area da 38 mila metri quadri dovrebbe ospitare circa 500 operai del Terzo Valico, vicino ai maxi depositi di carburante della Sigemi.
Nelle settimane scorse il Comitato No Tav di Arquata ha sostenuto la mancata indicazione della Sigemi nel progetto definitivo e nemmeno dell’area della Iciesse, sito poco distante e dismesso, con notevoli quantità di rifiuti chimici. Al posto della Sigemi, ha affermato il comitato, c’è solo un’area agricola, nonostante si tratti di un’industria, come la Iciesse, considerata a rischio di incidente rilevante (Rir).

Ora Cociv annuncia che il campo base Piemonte 3 “sarà in ogni caso rimodulato sulla base delle effettive esigenze lavorative”. In sostanza, la superficie sarà più piccola. “Ribadiamo – dicono dal consorzio – che la valutazione del campo base non è stata presa in considerazione prima in quanto di pertinenza del secondo lotto ma, appena sollevata la polemica, è stato richiesto incontro con il Comune. Ottenuto il piano regolatore con evidenziate le aree a rischio, i nostri progettisti lo hanno sovrapposto con il campo base. Quest’ultimo risulta collocato in area ferroviaria, con un leggero sforamento in insediamento artigianale-industriale di nuovo impianto, restando però completamente fuori dalle aree a rischio”.

Tutto risolto? No, a quanto pare, poiché il Comune sta rivedendo il piano Rir essendo diventata a rischio di incidente anche la Nuova Libarna. Una fase ancora non definitiva, ma che potrebbe stabilire modifiche del piano, a tutela degli insediamenti vicini ai siti considerati pericolosi, come la Sigemi, modifiche che potrebbero avere conseguenze per la realizzazione del campo base.
Sulla vicenda sollevata dal Comitato presentata un’interrogazione in Parlamento firmata da sei deputati del M5S (primo firmatario, Romano Paolo Nicolò). Si chiede, tra l’altro, se i ministri dell’ambiente e delle infrastrutture “non ritengano, in virtù delle carenze documentali, procedere al riesame dell’iter autorizzativo del campo base per verificare l’opportunità di insediamento in un’area con alti fattori di rischio”.

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