Lega Nord: un passato che non passa?
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Lega Nord: un passato che non passa?

Dal Carroccio novese parlano di futuro e della necessita' di alleanze. Per lasciarsi alle spalle i vecchi errori, un primo passo potrebbe essere l’incontro pubblico in programma per venerdì 21 giugno, visto dagli organizzatori come una sorta di 'Costituente novese per l’alternativa'

Dal Carroccio novese parlano di futuro e della necessita' di alleanze. Per lasciarsi alle spalle i vecchi errori, un primo passo potrebbe essere l?incontro pubblico in programma per venerdì 21 giugno, visto dagli organizzatori come una sorta di 'Costituente novese per l?alternativa'

NOVI LIGURE – I leghisti novesi parlano di futuro, della necessità di alleanze vaste e a tutto campo, “perché nel 2014 a Novi si deve assolutamente voltare pagina, rispetto a un sistema di potere che dura da sessant’anni, e che va estirpato”, come afferma il segretario provinciale del Carroccio, Riccardo Molinari. Che però è alessandrino e assessore regionale, molto vicino a Cota e anche a Maroni. Perché, più ti avvicini al territorio, e provi a scandagliare gli umori degli attivisti e della base della Lega Nord, più ti accorgi che il passato recente, con la spaccatura di quattro anni fa, è ancora in realtà molto presente e rischia di pesare sul futuro cittadino del movimento.

“Anche se, molto onestamente – spiega Giulio Coppi, segretario cittadino dall’aprile del 2011, ma militante dalla fine degli anni Ottanta – mi sembra che parlare adesso della campagna elettorale del 2014 sia davvero prematuro, nel senso che siamo in balia di eventi internazionali e nazionali che potrebbero davvero trasformare lo scenario, con ripercussioni anche locali”.
Ma Coppi si aspetta “segnali forti” anche dai vertici del suo partito, “perché se gli elettori ci hanno voltato le spalle non è colpa loro, ma nostra. La Lega non è certamente pura demagogia, come il movimento 5 Stelle di oggi: però errori ne abbiamo commessi, tanti e gravi. Credo che se riusciremo, nei prossimi mesi, a ottenere dal governo centrale una forte autonomia, a partire dal fronte fiscale, per le grandi regioni del Nord che oggi amministriamo, l’elettorato tornerà a sostenerci. In caso contrario, inutile nascondercelo, la Lega andrà incontro a un definitivo declino”.

Tutto chiaro, non c’è dubbio: il ragionamento fila. Ma a Novi nel frattempo che succederà? C’è davvero lo spazio per un’ampia alleanza che consenta al centro destra di essere realmente competitivo alle elezioni comunali della primavera 2014? E quale ruolo può giocare, all’interno di una simile coalizione, il Carroccio locale, ancora segnato da ferite, liti, separazioni in casa?
Una sorta di nuovo inizio potrebbe essere rappresentato dall’incontro pubblico che la Lega Nord propone proprio domani sera (venerdì 21 giugno), e che si profila, almeno negli intenti degli organizzatori, come una sorta di “Costituente novese per l’alternativa”. Aperta a tutti coloro che vorranno es-serci, e confrontarsi senza steccati: dai movimenti civici cittadini, fino a partiti come l’Udc, talora in passato certamente distanti dalle posizioni leghiste.

“Proporremo ai novesi – spiega Coppi – un metodo assolutamente diverso, capovolto rispetto ai canoni classici della poli-tica: ossia non un programma già preconfezionato, ma l’identificazione dal basso di una serie di temi, di priorità avvertite come tali dalle persone, da trasformare in programma”. Si punta, dunque, sulla partecipazione popolare, e non solo dei militanti in senso stretto: che di questi tempi è già una sfida non da poco. Ma quali sono gli interlocutori con cui il Carroccio ha già sviluppato incontri e con i quali potrebbe es-serci un percorso comune nei prossimi mesi? “Certamente crediamo in unaprospettiva unitaria – dice il segretario cittadino – e vogliamo confrontarci con il Pdl, così come con movi-menti locali come Avanti Novi, e Novi Siamo: senza trascurare quei pezzi di centro, e di sinistra, che non ne possono più del binomio Novi e declino, e vogliono cercare strade nuove”.

C’è però un altro capitolo che è doveroso esplorare, ed è quello del “fronte interno”: quattro anni fa, la Lega Nord di Novi visse, a causa della candidatura a sindaco del centro destra di Gigi Moncalvo, una lacerazione profonda. E a entrare in consi-glio comunale fu infine soltanto Pino Dolcino, leader appunto di quei “Leghisti per Novi” che sostennero a oltranza la figura del giornalistaopinionista. “Non ho dubbi che tutto ciò oggi rappresenti il passato”, sottolinea il segretario provinciale Riccardo Molinari, che aggiunge: “Ho chiesto più volte a Pino Dolcino e ai suoi di rientrare nella Lega, e sarei lieto che lo facesse. Dobbiamo ragionare in termini di unità, non di dispersione”.

Ma il battagliero Dolcino non ci sta: “Il segretario cittadino Coppi praticamente non lo conosco, ma con Molinari ho un ottimo rapporto personale. Ma non mi pare proprio ci siano le condizioni per un nostro rientro nella Lega. Parteciperò però alla serata pubblica di venerdì 21, invitato dal Pdl, perché mi interessa capire dove intende andare a parare il centrodestra. Personalmente sul 2014 ho le idee chiare, credo che cambieremo anche nome alla lista civica: ma è ancora presto per parlarne. Per ora dialogo con tutti, ma lascio che siano gli altri a tirare la volata, e a mostrare le loro carte”.

Il servizio completo è sul Novese in edicola a partire da oggi, giovedì 20 giugno.

 

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