Novese, stop per i vertici
Colpiti da squalifica Traverso, il vice Giacomello e l'amministratore delegato Taverna. I tre, accusati per una vicenda relativa al vivaio, sono stati condannati rispettivamente a 80, 150 e 60 giorni di inibizione
Colpiti da squalifica Traverso, il vice Giacomello e l'amministratore delegato Taverna. I tre, accusati per una vicenda relativa al vivaio, sono stati condannati rispettivamente a 80, 150 e 60 giorni di inibizione
L’accusa per i dirigenti è stata quella di essere andati contro al principio di lealtà sportiva, trasgredendo il comma 1, dell’articolo 1, del codice. Secondo l’accusa, nel corso di un’altra inchiesta della procura federale, i tre esponenti del club biancoceleste avrebbero spinto i calciatori del viviao, Alessandro Ruvio e Piercarlo Di Giuseppe a dare “una dichiarazione di comodo e comunque non veritiera”.
L’istanza di patteggiamento, è stata avanzata dal legale dei dirigenti, l’avvocato napoletano Eduardo Chiacchio, ha avanzato istanza di patteggiamento. L’accoglimento di questa da parte della Cdn, ha portato alla riduzione delle pene base. La strategia difensiva si è resa necessaria anche perché nella giustizia sportiva l’onere della prova è in capo all’accusato, circostanza che rende difficile per chi è oggetto di indagini trovare gli elementi per farsi scagionare. Non ha rilasciato dichiarazione il presidente Traverso, mentre molto amareggiata si è rivelata Emanuela Giacomello: “Sentenza che dà fastidio e che mi fa riflettere”. Ha concluso poi l’amministratore delegato Taverna: “La giustizia sportiva dà poco diritto di difesa all’accusato”. La squalifica impedirà ai tre dirigenti di avere potere di firma sul mercato.