Gavi, bilancio sotto la lente della Corte dei Conti
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Giampiero Carbone - g.carbone@ilnovese.info  
25 Giugno 2013
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Gavi, bilancio sotto la lente della Corte dei Conti

Troppi i residui attivi riferiti al 2007 inseriti nel consuntivo 2011, a cui si somma anche un saldo negativo di 177 mila euro. Le minoranze: 'Il rischio e' concreto. Possibili responsabilita' personali per chi ha votato a favore dei bilanci'

Troppi i residui attivi riferiti al 2007 inseriti nel consuntivo 2011, a cui si somma anche un saldo negativo di 177 mila euro. Le minoranze: 'Il rischio e' concreto. Possibili responsabilita' personali per chi ha votato a favore dei bilanci'

GAVI – Rischia di finire in rosso il bilancio del Comune di Gavi. Troppi, infatti, i residui attivi riferiti al 2007 inseriti nel consuntivo 2011, mentre per legge, secondo la Corte dei Conti, andrebbero eliminati in quanto troppo datati e quindi non più esigibili. La Corte dei conti regionale ha concluso l’istruttoria avviata lo scorso anno sul rendiconto approvato prima delle elezioni comunali di due anni fa.
Dalla pronuncia dei magistrati contabili risalente al maggio scorso, emerge anche un saldo negativo di 177 mila euro sulle spese correnti, finanziato con i contributi per i permessi a costruire, pratica non corretta, e un elevato scostamento fra accertamento e riscossione sul recupero di Ici e Tarsu.

Sono però soprattutto i residui attivi a rappresentare un potenziale pericolo per il bilancio. Solamente quelli riferiti al 2007 ammontano a 208.912,14 euro a fronte di un avanzo 2011 di 84.240,16 euro. Secondo la Corte, il rischio concreto è che “se anche solo in parte detti crediti si rivelassero insussistenti (cioè non più esigibili dal Comune) l’ente si troverebbe in disavanzo”. L’amministrazione comunale ha risposto durante l’istruttoria: “I crediti sono riferiti a Tarsu ed ex acquedotto e derivano da ruoli esecutivi e affidati ad Equitalia Nord per la riscossione. Nel 2012 incassati 14.744,18 euro in relazione ai crediti tributari e di 25.612,66 euro di extratributari”. Secondo il Comune, in ordine ai crediti 2007, rimarrebbero ancora a residuo 162,250,99 euro e lo stesso ha ricordato di aver costituito un fondo svalutazione crediti di 32 mila euro.

Cifre che però non hanno convinto la Corte: “L’ammontare delle riscossioni del 2012 e di inizio 2013 evidenzia che se una parte dei crediti è recuperabile l’altra, maggiore, è difficilmente riscuotibile. Infatti a fronte di un complessivo residuo del 2007 pari ad euro 208.912,14 sono stati riscossi solo 46.660,94 euro, con un residuo pari a 162.251,20 euro, il doppio dell’avanzo 2011”.
Per questo, i magistrati contabili hanno inviato il Comune ad “applicare le previsioni legislative in ordine al mantenimento dei residui attivi al fine di evitare di incorrere in gravi irregolarità contabili e procedere, eventualmente, alla revisione straordinaria dei residui attivi 2007 qualora l’ente non abbia provveduto in sede di approvazione del rendiconto relativo all’esercizio 2012.

Le minoranze ricordano di aver già evidenziato la situazione in Consiglio in passato. Livio Destro e Manuela Barisone (Gavi futura): “Il rischio concreto, con questa gestione del bilancio da noi non condivisa poiché comprende anche sprechi di soldi pubblici (vedi ex chiesa di Sant’Antonio, 51 mila euro di mutuo per l’acquisto da un candidato della lista di maggioranza, faraoniche inaugurazioni ecc.), è che i cittadini siano colpiti da un aumento della tasse o dal taglio dei servizi poiché con l’eliminazione dei residui non esigibili come richiesto dalla Corte.
Questo, oltretutto, a fronte di un’amministrazione comunale che da anni continua a vendere i beni pubblici, come le scuole delle frazioni, l’ex Cit e Corte Zerbo. I soldi dei cittadini, sopratutto in una situazione economicamente difficile come l’attuale, devono essere gestiti in maniera più oculata. Nicola Galleani D’Agliano e Anna Rabbia (Gavi cambia e riparte): “Possono esserci responsabilità personali anche per chi ha votato a favore dei bilanci”.

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