Si scava nel Tortora, ma chi paga?
Il comitato 'Viva Valborbera Viva', in una lettera aperta indirizzata alle comunita' montane, denuncia la ripresa dei lavori nel Tortora e chiede di sapere da chi vengano autorizzati e finanziati
Il comitato 'Viva Valborbera Viva', in una lettera aperta indirizzata alle comunita' montane, denuncia la ripresa dei lavori nel Tortora e chiede di sapere da chi vengano autorizzati e finanziati
VAL BORBERA – “Strade, cunette e tombini sono in balia dell’abbandono e del degrado. Sono addirittura più percorribili le strade di campagna, mentre sono inspiegabilmente ripresi i lavori nel Tortora, nel guado per il parco avventura Val Borbera, costato già oltre 800 mila euro che però è chiuso”. Le perplessità sono espresse dal comitato “Viva Valborbera Viva” in una lettera aperta indirizzata alla Comunità montana terre del Giarolo, alla Regione, alla Provincia e ai Comuni di Mongiardino, Roccaforte e Rocchetta.
“Da oltre una settimana – prosegue il comitato – un escavatore della Comunità montana scava nel torrente Tortora, in località Mogliassa, tra i Comuni interessati. Ciò causa movimentazione con trasporto di terra e ghiaia con un camion del settore forestale della Regione. Tutto è stato documentato anche con foto. Ricordiamo che l’area pubblica data in concessione per 40 anni a 1.600 euro di canone annuo a privati, è attualmente usata a fini privati, mentre restano chiusi e impraticabili il Parco Avventura Val Borbera e i percorsi di mountain bike costati oltre 800 mila euro di soldi pubblici e realizzati nell’ambito dei parchi tematici della provincia, con finalità di sviluppo per la zona. Altri fondi richiesti alla Regione Piemonte porterebbero l’investimento pubblico ad oltre un milione di euro. Tutto questo dimostra ancora una volta lo spreco di soldi pubblici senza alcun beneficio economico e occupazionale per la vallata”.
Il comitato valborberino, denunciando la situazione, chiede pertanto alle figure coinvolte di sapere chi abbia autorizzato i lavori e chi li paga. Nello stesso tempo si chiede il ripristino delle strade danneggiate e l’attuazione delle manutenzioni dei tombini “stracolmi di detriti”, al fine di evitare ulteriore degrado del territorio.