Terzo Valico, in arrivo i ‘Si Tav’?
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Giampiero Carbone - g.carbone@ilnovese.info  
4 Luglio 2013
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Terzo Valico, in arrivo i ‘Si Tav’?

I sindaci sottolineano la crescente sfiducia nel progetto; Spunta l'idea di dare vita a comitati in appoggio al Terzo Valico. Mallarino: 'L'argomento riguarda il Cociv, non gli amministratori locali'

I sindaci sottolineano la crescente sfiducia nel progetto; Spunta l'idea di dare vita a comitati in appoggio al Terzo Valico. Mallarino: 'L'argomento riguarda il Cociv, non gli amministratori locali'

NOVI LIGURE – I sindaci dei Comuni interessati dal Terzo Valico (almeno la maggior parte) si considerano “sottoposti a pressioni straordinarie da parte delle popolazioni e dei comitati” ed evidenziano “il crescente scetticismo delle comunità locali e il battage mediatico, praticamente univoco, sulle ricadute ambientali negative e sulla scarsa utilità dell’opera”.

Almeno così era scritto nella convocazione dell’incontro di lunedì scorso con i parlamentari a Novi.
Inevitabile, in quella sede, far balerano l’ipotesi di organizzare tra Piemonte e Liguria una serie di Comitati Si tav in contrapposizione ai comitati contrari al Terzo Valico dal punto di vista dell’informazione.

Non è dato sapere chi ne farà parte (sindacati, imprenditori o politici?) ma intanto il tema è stato trattato. Questo nonostante i comitati, almeno alcuni, invitino da tempo i sindaci a confrontarsi sul tema Terzo Valico, senza ottenere riscontri.

“L’argomento – spiega Alberto Mallarino, rappresentante dei Comuni nel tavolo sul Terzo Valico in Regione – è stato citato lunedì scorso ma senza dubbio riguarda Cociv e non gli amministratori locali, provinciali o regionali né i parlamentari. Sono valutazioni che spettano solo al consorzio e la società di comunicazione Chiappe Revello, al quale Cociv si è affidato per le pubbliche relazioni”.
“Siamo curiosi – dicono dal Comitato No Terzo Valico della Val Lemme – di vedere quanti cittadini saranno disposti spontaneamente a far parte di tali comitati Sì Tav, favorevoli a un’opera di cui nessuno ha spiegato l’utilità e di cui sono note le gravi conseguenze ambientali ed economiche”.

 

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