Editto di Costantino, 17 artisti per 17 secoli
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Elena Carrea - redazione@ilnovese.info  
5 Luglio 2013
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Editto di Costantino, 17 artisti per 17 secoli

Ricorrono quest'anno i 1700 anni dall'Editto di Tolleranza d Costantino e per celebrarlo, la galleria Spazio Arte di Gavi, in collaborazione con Art Commission, inaugura domani, sabato 6 luglio, la mostra collettiva 'In hoc signo vinces'

Ricorrono quest'anno i 1700 anni dall'Editto di Tolleranza d Costantino e per celebrarlo, la galleria Spazio Arte di Gavi, in collaborazione con Art Commission, inaugura domani, sabato 6 luglio, la mostra collettiva 'In hoc signo vinces'

GAVI – “In hoc signo vinces”: nel racconto dello storico Eusebio di Cesarea, attraverso questa iscrizione latina, apparsa in sogno a Costantino, Cristo ordinò al futuro imperatore romano di apporre sui vessilli del suo esercito il monogramma simbolo del cristianesimo (le lettere dell’alfabeto greco, X e P, iniziali del nome “Christos”, tra loro intrecciate), assicurandogli così la vittoria nello scontro per conquistare il trono imperiale. “Sotto questo simbolo vincerai”, appunto. È la leggendaria premessa all’editto, noto come Editto di Tolleranza, con cui l’anno seguente, nel 313, Costantino, dopo secoli di persecuzioni, concederà la libertà di culto ai cristiani e a ogni altra fede religiosa professata nell’impero.

Sono passati 1700 anni e l’ampiezza di vedute, l’apertura espresse nei principi dell’editto restano oggi un valido appello a valori universali per l’uomo, al di là delle contingenze storiche, un traguardo purtroppo, in molte parti del mondo, ancora lontano da raggiungere.
In occasione dell’anniversario dell’evento storico la galleria Spazio Arte di Gavi, in collaborazione con l’associazione culturale Art Commission, proporrà, nel mese di luglio, la collettiva “In hoc signo vinces”, che attraverso i lavori dei diciassette artisti in mostra ripercorre i secoli di storia e di arte, che ci separano da quel remoto IV secolo.

La rassegna, già proposta con successo a Genova al Museo Beni Culturali Cappuccini, con i diversi stili e alfabeti visivi scelti dai protagonisti, offre suggestioni e spunti di riflessione su temi quali la libertà di espressione religiosa, le guerre ideologiche, la convivenza delle fedi e l’intolleranza razziale, testimoniando il profondo bisogno di spiritualità e di pace della società contemporanea. Allestimento e presentazione critica dell’esposizione sono di Patrizia Sommella, critica d’arte, che guida l’osservatore tra le opere di Sergio Antola, Claudia Avvenente, Rosella Biondo, Raffaella Bisio, Virginia Cafiero, Cesare Canuti, Gabriella De Filippis, Guido De Marchi, Alessandra Guenna, Giorgio Levi, Graziella Menozzi, Rosa Ossiprandi, Cristina Piscini, Alessandra Raggi, Susanna Riconda Galletti, Laura Sezzi e Ivo Vassallo.

Spazio Arte e Art Commission intendono inoltre sottolineare il proprio impegno attraverso la cultura promuovendo azioni benefiche in favore di Time for Peace Genova, un’associazione ispirata ai valori della pace, della solidarietà e dei diritti umani, evocati dall’antico editto. Nata nel 1992 per portare aiuto alle popolazioni colpite dalla tragedia della guerra nei Balcani, oggi Time for Peace Genova sta aiutando la popolazione siriana.
La mostra sarà inaugurata domani, sabato 6 luglio alle 17.00 presso Spazio Arte, in Corte Zerbo, e sarà visitabile fino al 28, da giovedì a domenica, dalle ore 16.00 alle 19.00, con ingresso libero.

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