Broda: “la sinistra snob, non mi è mai piaciuta”
Dopo esser finita nel mirino di alcuni esponenti di sinistra, la sua stessa parte politica, l'assessore ha raccontato la propria 'versione dei fatti', concedendosi anche una sintesi del suo mandato, arrivato quasi alla conclusione
Dopo esser finita nel mirino di alcuni esponenti di sinistra, la sua stessa parte politica, l'assessore ha raccontato la propria 'versione dei fatti', concedendosi anche una sintesi del suo mandato, arrivato quasi alla conclusione
NOVI LIGURE – “Nei giorni scorsi ho letto su di me attacchi scomposti, e un tentativo un po’ puerile, diciamo così, di contrappormi a Ippolito Negro, con il quale invece esiste non solo stima reciproca, ma anche una notevole vicinanza di posizioni. Da un politico navigato come Alessandro Molinari mi sarei aspettata di meglio”.
Felicia Broda ci racconta la sua “versione dei fatti” sul malessere e le incomprensioni all’interno della sinistra novese. Ma parla anche di progetti realizzati, “perché la sinistra snob, che gode a stare in minoranza a criticare per sentirsi migliore degli altri non mi è mai piaciuta”.
— Assessore Broda, da un po’ lei è finita nel mirino di alcuni esponenti della sinistra, ossia la sua parte politica. Come mai?
“Altro che mirino: negli ultimi giorni sono arrivate vere e proprie fucilate, se è per questo. Comunque continuo a mantenere fede, con coerenza, all’impegno di governo della città preso quattro anni fa. In alleanza con il Pd, pur evidenziando i diversi punti di vista quando ci sono, come nel caso del Terzo Valico. Altri hanno fatto scelte diverse, di lotta radicale che presuppone lo star fuori dal Palazzo, per criticarlo in maniera totale. Un percorso che posso anche rispettare, ma che non condivido”
— Si riferisce a Alessandro Molinari, Francesco Moro, Pierfranco Pallavicini… insomma, il gruppo di esponenti della sinistra novese che rinfacciano alla Casa della Sinistra di essere subalterna al Pd, e hanno aderito al Partito Comunista dei Lavoratori?
“Ovviamente sì: anche se vorrei sapere da questi signori che cosa avrei fatto, io, che non sia propriamente di sinistra nel corso del mio mandato da assessore. Mi sono sempre battuta perché, nonostante il venir meno consistente di risorse complessive in bilancio, non ci fossero tagli significativi sul fronte sociale, e scolastico. E siamo riusciti a far partire una cooperativa sociale per persone disagiate che è un piccolo fiore all’occhiello, e speriamo dall’autunno possa crescere, rendendo le persone che l’hanno costituita sempre più professionalmente autonome, indipendenti e dignitose. Non è di sinistra tutto ciò?”
— Possibile, assessore Broda, che il problema principale si chiami Terzo Valico? Lei sul tema come la pensa?
“Sono contraria all’opera, da sempre. La sinistra novese del resto lo ha sempre ribadito, anche in consiglio comunale, votando contro fin dal 2005. Ma ci siamo anche presi, se non sbaglio, un impegno di programma politico complessivo, nel 2009. Per cui si può e si deve ribadire la propria contrarietà in tutte le sedi, comprese le manifestazioni No Tav a cui ognuno, a titolo personale, è sempre stato libero di partecipare. Ma che senso ha entrare sempre a gamba tesa rispetto alle scelte della giunta a cui si appartiene? Ma anche qui, torniamo al punto di partenza: io non appartengo alla sinistra snob che si ritira sdegnosa, e magari si autoemargina, credendosi migliore di tutti gli altri. Credo invece che bisogna esserci, e far sentire la propria voce dall’interno del Palazzo”.
— Assessore, il suo mandato amministrativo sta volgendo al termine: il suo personale bilancio è positivo?
“È stata ed è un’esperienza importante, che rifarei, pur con tutte le difficoltà che erano prevedibili, e anche quelle che non lo erano. Quando, nell’estate del 2009, il sindaco Robbiano mi comunicò di volermi come assessore, un po’ i polsi mi tremarono. Ma a me le sfide sono sempre piaciute, per cui accettai. Sicuramente né io, né Robbiano o altri potevamo prevedere che su diversi fronti legati ai miei assessorati (penso alla sanità, all’istruzione, al sociale, al lavoro) la situazione si sarebbe così complicata nel frattempo, intrecciandosi con la crisi economica, e degli enti locali. Nonostante questo, credo si sia fatto un percorso importante, ancora da completare peraltro”.
— A Novi si voterà nella primavera del 2014: cosa succederà? E lei pensa di esserci?
“Novi avrà bisogno, per affrontare una crisi che, qui come nel Paese, è destinata a durare a lungo, di amministratori lungimiranti, che sappiano guardare lontano. Non solo gestendo l’ente comune, ma creando le condizioni per un rilancio del territorio e del distretto, in termini economici e occupazionali. Penso a un piano di ristrutturazioni eco-compatibili, alla crescita del polo dolciario, e in più in generale alla valorizzazione dell’enogastronomia. Ma anche allo sfruttamento del marchio di Novi, città dei Campionissimi. A farlo spero che sia una coalizione di centrosinistra, in cui la sinistra ci sia e pesi. Ma sappia fare anche realisticamente i conti con i numeri, con il consenso. Personalmente, davvero non so cosa farò: al momento penso a completare i progetti che abbiamo in corso, con responsabilità”.
L’intervista completa sarà sul Novese di giovedì 11 luglio