Parchi, dalla Regione garantiti solo gli stipendi
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Giampiero Carbone - g.carbone@ilnovese.info  
13 Luglio 2013
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Parchi, dalla Regione garantiti solo gli stipendi

L'ha confermato durante la visita all'Ecomuseo di Cascina Moglioni l'assessore regionale Gian Luca Vignale. L'esponente della giunta Cota ha spiegato: 'I soldi a fine mese sono assicurati, per il resto, le aree protette devono creare sviluppo autonomamente'

L'ha confermato durante la visita all'Ecomuseo di Cascina Moglioni l'assessore regionale Gian Luca Vignale. L'esponente della giunta Cota ha spiegato: 'I soldi a fine mese sono assicurati, per il resto, le aree protette devono creare sviluppo autonomamente'

BOSIO – La Regione garantirà solo gli stipendi al personale, per il resto i parchi regionali dovranno arrangiarsi. Lo ha detto l’altro giorno all’Ecomuseo di Cascina Moglioni (Capanne di Marcarolo, Bosio), l’assessore regionale ai Parchi e alla Montagna Gian Luca Vignale dopo un incontro con i sindaci dell’area protetta. L’esponente della giunta Cota ha invitato gli aministratori del Parco e i primi cittadini a “creare sviluppo”.

Negli anni scorsi la Regione, con una serie di drastici tagli ai fondi destinati ai parchi, aveva messo in dubbio anche il pagamento degli stipendi. “E’ stato un errore. I soldi a fine mese – ha detto Vignale – dal 2013 sono garantiti a differenza di prima. Negli anni scorsi la Regione spendeva 30 milioni di euro, ora 22 sono sufficienti, a testimonianza che un tempo c’erano troppi soldi per i parchi, spesi male. Per il resto, le aree protette devono creare sviluppo da sé accanto ai fondi europei da confinanziare”.

Come? Secondo le nuove norme regionali che entreranno in vigore a fine mese, permettendo ai cacciatori di partecipare ai piani di abbattimento degli ungulati tutto l’anno, pagando un tot per ogni capo ucciso dopo aver frequentato un corso e cacciando in compagnia del guardiaparco. Oppure, rilasciando i tesserini per la raccolta funghi, finora in capo alle Comunità montane, ormai in fase di liquidazione, e facendo pagare le escursioni accompagnate dai guardiaparco (come già avviene per il Capanne di Marcarolo da tempo).

“Soldi – ha continuato Vignale – che da quest’anno resteranno direttamente nelle casse dei parchi così come le sanzioni comminate durante il servizio di vigilanza delle guardie. Tutto prima passava da Torino”. Anche i piani d’area – ha proseguito Vignale – devono permettere ai residenti poter realizzare stalle e quant’altro sia utile allo sviluppo”. Il piano d’area del Capanne di Marcarolo è stato modificato negli anni scorsi proprio in quest’ottica. Inizialmente prevedeva addirittura insediamenti industriali nella frazione di Bosio.

Secondo l’assessore regionale, va aumentato e concentrato il numero di posti letto (oggi nel Capanne di Marcarolo sono 64 nelle strutture di proprietà dell’ente) così da permettere al gestore di poter vivere di questa attività, il tutto accompagnato dalla promozione del territorio.
Apprezzamento dagli amministratori del Parco e dai sindaci dell’area protetta. “E’ la strada giusta – ha detto il presidente Luisella Arnoldi -. Basta con la costruzione di strutture che poi non si riescono a gestire. Il nostro parco, purtroppo, non ha una cava da cui ricavare proventi”.

 

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