Cimitero, il Tar respinge il ricorso
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Giampiero Carbone - g.carbone@ilnovese.info  
16 Luglio 2013
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Cimitero, il Tar respinge il ricorso

I familiari dei morti sepolti a Dova Superiore, nel mese di gennaio, si erano appellati al tribunale amministrativo regionale per chiedere che venisse annullato il procedimento che ha portato all'estumulazione delle salme, ma la richiesta e' stata rigettata

I familiari dei morti sepolti a Dova Superiore, nel mese di gennaio, si erano appellati al tribunale amministrativo regionale per chiedere che venisse annullato il procedimento che ha portato all'estumulazione delle salme, ma la richiesta e' stata rigettata

CABELLA LIGURE – Respinto dal Tar il ricorso presentato da circa 25 familiari di buona parte dei morti seppelliti nel cimitero di Dova Superiore, frazione di Cabella.

A gennaio, assistiti dall’avvocato Matteo Repetti di Genova, si erano rivolti al tribunale amministrativo per chiedere di annullare il procedimento amministrativo e gli atti del Comune che hanno portato all’estumulazione dei resti delle salme custodite in venti loculi risalenti a un periodo tra il 1963 e il 1982, trasferite negli ossari. Contestata la decisione dell’amministrazione comunale di considerare ormai prive di efficacia le concessioni cimiteriali rilasciate decenni fa come perpetue senza un atto di revoca e le modalità con cui le operazioni sarebbero avvenute, a detta dei ricorrenti mettendo a rischio l’identità dei defunti.

Per il Tar, in sostanza, tutto si è svolto regolarmente: “Le concessioni risultavano in definitiva sottoposte, sin dal rilascio, a una clausola di durata trentennale discendente dal Regolamento di polizia mortuaria del Comune, modificato con l’entrata in vigore del Dpr 803/75: maturato il termine di efficacia il Comune non era quindi tenuto, per tornare in possesso dei loculi, a procedere alla formale revoca delle concessioni: l’efficacia era già venuta meno con lo spirare del termine”.

Rispetto alle operazioni di estumulazione, “l’eventuale violazione – scrive il Tar – di garanzie procedimentali non era idonea a determinarne l’illegittimità. Peraltro gli avvisi affissi nel cimitero hanno richiamato l’attenzione degli interessati, che infatti hanno contattato il Comune. Frutto di illazioni l’asserzione secondo la quale le salme sono state estumulate da sconosciuti per essere riposte chissà dove”. Respinta quindi la richiesta di risarcimento danni al Comune.

 

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