Bundy, Bussalino: ‘Incontrero’ l’azienda’
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Giampiero Carbone - g.carbone@ilnovese.info  
18 Luglio 2013
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Bundy, Bussalino: ‘Incontrero’ l’azienda’

Il trasferimento delle linee di produzione in Turchia e l'assenza di investimenti fanno temere il peggio sul futuro del sito, fonte di lavoro per 180 dipendenti. Nella giornata di ieri, mercoledi' 17 luglio, davanti a lavoratori e sindacalisti, il sindaco di Borghetto ha annunciato che vedra' la proprieta' il 25 luglio

Il trasferimento delle linee di produzione in Turchia e l'assenza di investimenti fanno temere il peggio sul futuro del sito, fonte di lavoro per 180 dipendenti. Nella giornata di ieri, mercoledi' 17 luglio, davanti a lavoratori e sindacalisti, il sindaco di Borghetto ha annunciato che vedra' la proprieta' il 25 luglio

BORGHETTO BORBERA – Incontrerà la proprietà il 25 luglio: è il primo impegno assunto dal sindaco di Borghetto Borbera Enrico Bussalino nei confronti della Bundy, la più grande azienda del Comune e della Val Borbera sul cui futuro le incertezze sono tante, alimentate dalla mancata esibizione di un piano industriale.

Il primo cittadino ha annunciato l’incontro ieri mattina, mercoledì 17 luglio, in municipio, ricevendo insieme all’assessore Franco Saporito una delegazione di lavoratori e sindacalisti che hanno preso parte allo sciopero di 4 ore e al corteo partito dai cancelli dello stabilimento dove si producono componenti per frigoriferi e arrivato nella piazza del Comune.

“Se l’azienda chiude il nostro paese e la Val Borbera muoiono”, ha detto Bussalino in apertura dell’incontro davanti ai lavoratori, alla Rsu e ai rappresentanti dei sindacati provinciali dei metalmeccanici (Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil).
La manifestazione era stata indetta la settimana scorsa dalle organizzazioni sindacali per protestare soprattutto sulla mancanza di risposte da parte della proprietà (la finanziaria statunitense Sun Capital Partner) sul futuro del sito che dà lavoro a 180 occupati. A far temere il peggio il trasferimento delle linee di produzione in Turchia e l’assenza di investimenti.

I sindacati parlano di adesione quasi totale allo sciopero di 4 ore di ieri, al quale hanno preso parte anche le Rsu di aziende come la Kme e la Imet di Serravalle Scrivia, la Schiavetti di Stazzano e la Marcegaglia di Pozzolo Formigaro. “Non voglio neppure sentire parlare di chiusura della Bundy – ha detto Bussalino, che indossava la fascia tricolore -. Sarebbe un disastro economico e sociale per Borghetto. Alla proprietà farò presente, tra l’altro, che se l’azienda se ne va il Comune perderà 40 mila euro di Tarsu e 36 mila euro annui di Imu, soldi con i quali paghiamo i servizi forniti ai cittadini, come la scuola, che tiene in vita il paese. Ci giochiamo il futuro”.

Dai lavoratori è emerso un quadro desolante di come sono costretti a lavorare: “Piove nei capannoni, non vengono forniti gli aspiratori per evitare di farci respirare gas nocivi, i macchinari risalgono agli anni ’70. Eppure produciamo molto e in maniera qualificata”. “Io – ha detto un operaio – ho 47 anni e se la Bundy chiude un altro lavoro non lo trovo più. Abbiamo diritto di conoscere la verità sul futuro dello stabilimento, non siamo dei numeri ma delle persone”.

“Pronti a ragionare sugli esuberi – hanno detto i sindacati – ma dobbiamo capire se la proprietà vuole tenere questo stabilimento. Il Comune e gli altri enti, insieme alla politica, alzino la voce sull’assenza di un piano industriale. Non è credibile che un’azienda da 180 dipendenti non sappia cosa vuol fare nei prossimi due anni. I lavoratori si stanno già sacrificando con i contratti di solidarietà mentre la proprietà non investe un euro da anni nel sito”.

 

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