Terzo Valico, altri fondi per l’amianto
Home
Giampiero Carbone - g.carbone@ilnovese.info  
25 Luglio 2013
ore
00:00 Logo Newsguard

Terzo Valico, altri fondi per l’amianto

A sostenerlo e' Alberto Mallarino, agronomo che al tavolo tecnico regionale rappresenta i Comuni. Spiega: ' Sono emerse criticita' anche per il territorio arquatese, lo studio regionale ha stabilito la necessita' di altre indagini'

A sostenerlo e' Alberto Mallarino, agronomo che al tavolo tecnico regionale rappresenta i Comuni. Spiega: ' Sono emerse criticita' anche per il territorio arquatese, lo studio regionale ha stabilito la necessita' di altre indagini'

NOVI LIGURE –  Serviranno altri soldi per il Terzo Valico per garantire la sicurezza in tema di amianto. Non bastano quindi i soldi stanziati finora dal governo (500 milioni per il primo lotto e e 802 per il secondo), Cociv ne dovrà chiedere altri a Rfi. Lo sostiene Alberto Mallarino, agronomo che al tavolo tecnico regionale sul Terzo Valico rappresenta i Comuni.
L’altra sera a Voltaggio ha illustrato ai sindaci lo studio sulla presenza di amianto lungo il tracciato del Terzo valico redatto dal tavolo tecnico regionale (di cui fanno parte Regione, Arpa e Cociv), studio (una bozza è stata consegnata all’Osservatorio ambientale il 17b luglio) è stato detto, sarà pronto solo a settembre. In generale, come annunciato, è emersa la presenza di amianto, minore in Val Lemme e più accentuata verso Arquata Scrivia.

“Il Cipe – spiega Mallarino – nel 2006 aveva prescritto ulteriori carotaggi solo nel tratto tra il confine ligure e la zona di Carrosio-Voltaggio. Sono emerse criticità anche per il territorio arquatese tanto che lo studio regionale ha stabilito la necessità di svolgere ulteriori indagini”.
Cociv, dal 1992 al 2005 aveva effettuato una serie di carotaggi e di recente ha svolto ulteriori sondaggi sulla galleria già realizzata a Voltaggio. “Da queste analisi – dice ancora Mallarino – è emerso che nella zona del tunnel esistente non ci sarebbe amianto ma l’avvio dello scavo in alta Val Lemme sarà comunque un banco di prova per il monitoraggio delle eventuali rocce amiantifere durante i lavori, con l’installazione di centraline per il controllo della qualità dell’aria. Oltre ai due carotaggi di Voltaggio ne sono previsti altri, come si diceva, a sud verso la Liguria e a nord verso Arquata”.

Per i controlli durante lo scavo del tunnel sotto l’Appennino servono soldi ulteriori a quelli già stanziati per il Terzo valico dal Cipe (500 milioni per il primo lotto e e 802 per il secondo), fondi che Cociv dovrà richiedere a Rfi. “Cociv – prosegue Mallarino -, se vuole evitare il muro contro muro con gli enti locali, dovrà attendere che lo studio (compreso quello sulle fonti) venga concluso e sia tradotto in prescrizioni dal Ministero dell’ambiente”. Domani, venerdì 26 luglio, proprio il Ministero decide sulla richiesta del consorzio di imprese di avviare la cantierizzazione e lo scavo a Voltaggio in via urgente, senza attendere né gli studi della Regione né l’esito della verifica di ottemperanza del progetto esecutivo.
Cociv ha ottenuto dal Cipe il rinnovo della pubblica utilità dell’opera fino al 2015. Gli espropri possono quindi andare avanti ma c’è anche l’incognita della moratoria richiesta dai sindaci, alla quale il governo non ha ancora risposto.

 

Articoli correlati
Leggi l'ultima edizione